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"Noi i più dossierati: ecco chi ci ha colpiti. Ora voglio i mandanti"

Il leader della Lega in visita al "Giornale": "Non mi interessa Striano, ma chi lo esortava"

"Noi i più dossierati: ecco chi ci ha colpiti. Ora voglio i mandanti"
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"Eravamo i più dossierati, ma mi viene voglia di citare Vasco: e già, siamo ancora qua...". A Matteo Salvini sfugge un sorriso amaro, ma parla in modo accorato dalla vicenda Dossieropoli, appena rilanciata dalla relazione della commissione Antimafia che ha fornito le prove del cosiddetto sistema Striano. Il leader della Lega è rilassato. Dolcevita blu, jeans e gilet di piumino, siede nella sala riunioni del Giornale con il direttore Tommaso Cerno nella sua visita fuori programma in redazione. Giornata a Milano per un sopralluogo al cantiere che risanerà duemila appartamenti nelle case popolari. Come padre si dice turbato dalla notizia di cronaca del tragico accoltellamento a scuola a La Spezia tra compagni. "È incredibile, ai nostri tempi queste cose si sarebbero risolte al massimo con due schiaffi. Presentarti con il coltello in classe significa che sei irrecuperabile".

Ministro Salvini, si sarà fatto un'idea precisa di come funzionava il metodo Striano, il luogotenente della Finanza implicato in migliaia di accessi informatici.

"Sia chiaro, non mi interessa nulla di questo individuo. Voglio sapere chi lo copriva e chi lo esortava".

Le inchieste e le illazioni scagliate contro la Lega sono state molteplici negli ultimi anni...

(si infervora) "Hanno provato con i rubli, con i russi, con il fango contro il nostro tesoriere Alberto Di Rubba. Ad Armando Siri hanno fatto le peggiori cose, hanno spiato i nostri capigruppo e Luca Morisi trattato in modo indegno. Zero esiti penali, tutti calunniati e sputtanati. Ma per fortuna sono tutte persone che hanno spalle larghe, famiglie, un futuro".

Ma chi vi ha colpiti alla fine?

"Pezzi di Guardia di Finanza deviata all'epoca, pezzi di servizi al servizio di altri all'epoca, non ultimi certi giornalisti al cospetto di editori compiaciuti e compiacenti. C'è un giornale che è si è accanito anche sulla mia casa, acquistata su Immobiliare.it con un mutuo di trent'anni come milioni di italiani".

E come chiedete giustizia adesso?

"Ora bisogna cercare i mandanti".

Sospetti?

"Quelli cui la Lega dà fastidio".

Nomi?

"Alcuni ambienti, più finanziari che politici. Quelle venti persone che tirano i fili, anche se ora per fortuna hanno meno potere. Certo, oggi il vero potere è disporre dei dati, ma su di me non possono avere un cavolo". (si distende)

In che modo intendete intervenire?

"C'è una connivenza giudiziaria che va decapitata. Oggi c'è gente che parla dei dossieraggi facendosi passare per vittime".

Chi sono?

"Giornalisti e finanzieri".

A che punto sono le querele che aveva annunciato a tutela della Lega?

"Io ho presentato querele contro trasmissioni e quotidiani che mi hanno infangato e lo chiamano giornalismo di inchiesta. Purtroppo, per come funziona il sistema giudiziario, sapremo qualcosa tra dieci anni".

Quanti procedimenti ha vinto?

"Due o tre. Contro Saviano che mi aveva definito ministro della malavita, con Oliviero Toscani che diceva che facevo p... agli imbecilli. E ho perso incredibilmente con Carlo De Benedetti che aveva sostenuto una tesi assurda: che io sono antisemita quando mi accusano di essere troppo filo Israele. Ma i giudici hanno detto che rientrava come critica...".

Sta introducendo il tema della giustizia.

Il referendum potrà avere effetti anche sul tema dei dossieraggi illeciti?

"Io conto che il 22-23 marzo il referendum metterà le cose in ordine. Intanto non vorrei più vivere in un Paese dove certi servizi setacciavano i conti bancari anziché contrastare i trafficanti di esseri umani".

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