La pista tedesca e quella ungherese sembra che corrano su due binari diversi che però hanno il medesimo scopo: cercare di delineare i perimetri della violenza causata dai gruppi di estrema sinistra.
Perimetri in cui Ilaria Salis e i suoi compagni avrebbero agito a Budapest nel febbraio del 2023, quando un gruppo di persone mascherate ha aggredito violentemente alcuni partecipanti a una commemorazione del Giorno dell'Onore e a occuparsene sarebbe direttamente la Procura generale della Germania, garantendo il massimo livello investigativo.
Secondo le autorità ungheresi e tedesche, al centro dell'inchiesta ci sarebbe un gruppo di militanti antifascisti europei, colpevole di aver organizzato una serie di agguati in diversi punti della città, tra cui il quartiere Gazdagrét e la zona di via Mikó. Le vittime sono state militanti di estrema destra, in almeno un caso, e una persona scambiata erroneamente per estremista. Le ricostruzioni investigative riferiscono di gruppi vestiti di nero, con volto coperto, azioni rapide, coordinate, uso di oggetti contundenti come manganelli, bastoni, martelli. Alcune vittime sono state circondate, colpite ripetutamente, lasciate a terra con ferite in alcuni casi gravi.
A commentare la vicenda con Il Giornale è Enikó Gyóri (foto), eurodeputata ungherese del gruppo Patriots: "Ilaria Salis continua a dover affrontare accuse gravi in relazione a episodi avvenuti a Budapest, in cui individui scelti casualmente sono stati aggrediti violentemente per strada. Su questa base, è stata arrestata in Ungheria e portata a processo. Nonostante la gravità del caso, è stata inserita nelle liste per il Parlamento europeo di un partito italiano di sinistra (Alleanza Verdi e Sinistra) ed è stata eletta nel 2024. Di conseguenza, ha ottenuto l'immunità parlamentare ed è stata rilasciata dalle autorità ungheresi. Quando successivamente il tribunale ungherese ha richiesto la sua estradizione, una maggioranza del Parlamento europeo, che va dal Partito popolare europeo fino all'estrema sinistra, si è rifiutata di sostenerla. Così facendo, il Parlamento europeo ha contribuito a creare una situazione in cui una persona accusata di gravi reati comuni è stata sottratta alla responsabilità giudiziaria. A nostro avviso, ciò riflette quanto il Parlamento europeo abbia perso la propria bussola morale e politica. È profondamente deplorevole doverlo dire, ma oggi il Parlamento europeo è diventato, di fatto, un alleato della sinistra radicale e un simbolo di deresponsabilizzazione politica. Si tratta di una vergogna profonda. Noi, i Patrioti, non lo accetteremo mai".
E spiega la gravità di un accostamento a gruppi di quel genere: "In Ungheria, i gruppi legati ad Antifa inseriti nella lista nazionale antiterrorismo sono giuridicamente classificati come organizzazioni terroristiche. Sono soggetti al congelamento dei beni, al divieto di finanziamento e a severe restrizioni di carattere finanziario.
In termini pratici, ciò significa che lo Stato ungherese non considera tali organizzazioni violente di estrema sinistra come attori politici legittimi, ma come entità terroristiche a cui devono essere negati i mezzi per operare".