"Non c'è più quella mafia", Maraventano lascia Lega

Arrivano le dimissioni della ex senatrice leghista dopo la polemica scoppiata in seguito alle sue affermazioni sul palco di Catania: "Lascio la Lega, ma resterà sempre nel mio cuore. Non ci sono altri partiti per me"

"Non c'è più quella mafia", Maraventano lascia Lega

In seguito al grande clamore scaturito a causa delle proprie affermazioni fatte sul palco di Catania allestito dalla Lega per sostenere Matteo Salvini, l'ex senatrice del Carroccio Angela Maraventano ha preso la decisione di lasciare il partito.

I fatti

Durante la kermesse organizzata dalla Lega, la politica lampedusana aveva infatti parlato di immigrazione, attaccando il governo, e proprio nel corso del suo intervento aveva tirato in ballo la mafia, affermando: "La nostra mafia, che ormai non ha più quella sensibilità e quel coraggio che aveva prima. Dove sono? Non esiste più. Perché noi la stiamo completamente eliminando... Perché nessuno ha più il coraggio di difendere il proprio territorio". Affermazioni, quelle della Maraventano, che avevano subito scatenato la reazione indignata di numerosi rappresentanti politici e dei parenti delle vittime della mafia.

Durissima la condanna da parte della sinistra e del Movimento 5Stelle, fra cui l'europarlamentare Dino Giarrusso, il quale aveva chiesto l'immediata espulsione della rappresentante del Carroccio. Compresa la gravità della situazione, l'ex senatrice, fra l'altro vittima di pesanti attacchi sui social, aveva cercato di spiegare il significato delle proprie dichiarazioni: "Volevo solo dire che la vecchia mafia, quella locale, non esiste più, questo era il senso, ci sono le altre invece che lavorano indisturbate. Per vecchia mafia, intendevo la difesa del proprio territorio, nel senso del coraggio che potevano avere i nostri. Non mi riferivo alla mafia brutta, quella che ha ucciso i nostri uomini valorosi". Le sue parole, tuttavia, non sono servite a placare gli animi, tanto che l'accesa polemica prosegue tuttora.

Gli attacchi alla ex senatrice

I rappresentanti del Partito democratico siciliano (si parla di almeno 30 politici) hanno subito attaccato il gruppo di centrodestra locale, reo di aver mantenuto sulla vicenda un "assordante silenzio". "Non si comprende e si stigmatizza l'assordante silenzio ed i tentativi di minimizzazione da parte dei rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali del centrodestra", hanno tuonato i dem, come riportato da "AdnKronos". "Non possiamo quindi tollerare il silenzio delle istituzioni siciliane. C'è solo vergogna. Il Partito Democratico continuerà ad impegnarsi nella lotta alla mafia".

"Le spiegazioni di Angela Maraventano per provare a giustificare le parole orribili che aveva pronunciato dal palco della manifestazione della Lega a Catania sono la classica toppa peggiore del buco", hanno invece sentenziato i rappresentanti grillini della commissione parlamentare Antimafia. "Sono parole assurde, vergognose e offensive verso tutte le vittime della mafia e verso tutti i cittadini. Le mafie italiane purtroppo esistono ancora, anche se da anni lo Stato combatte una lotta dura che ha portato risultati importanti, senza distinzioni di provenienza. Proprio per questo le sciocchezze dette da Angela Maraventano sono pericolose oltre che inaccettabili".

La reazione della Lega e la decisione di Maraventano

La Lega non è rimasta in silenzio. Subito dopo l'accaduto, Fabio Cantarella, vice segretario regionale della Lega Sicilia, aveva definito come "un ossimoro evidentemente insostenibile" le dichiarazioni della Maraventano. In queste ultime ore, inoltre, il senatore e segretario regionale della Lega Sicilia Stefano Candiani ha duramente condannato le parole dell'ex senatrice, aggiungendo di stare aspettando delle dimissioni spontanee. "Dal palco di Catania abbiamo ascoltato delle affermazioni che contengono dei profili di ambiguità che non sono in alcun modo scusabili politicamente e soprattutto in casa Lega", ha commentato Candiani, come riportato da "AdnKronos"."Ogni tipo di giustificazione avanzata su questo tema mi sembra francamente insufficiente rispetto alla gravità delle frasi pronunciate. Le dimissioni dalla Lega rimangono l'unica scelta possibile".

Dimissioni che non si sono fatte attendere. "Sì, lascio la Lega, accolgo la richiesta di Candiani, giusto così, io sono una persona seria", ha infatti comunicato oggi la Maraventano. "Io continuerò a fare la mia battaglia, contro le mafie dei tunisini e dei nord africani, vado avanti per la mia strada". La Lega, ha spiegato l'ex senatrice, resterà sempre nel suo cuore, dal momento che ne ha sposato la causa. "Me ne sono andata perché voglio tutelare il mio partito, ma resto leghista. È questa la mia storia, non ci sono altri partiti per me... sono e resto una donna di destra, di estrema destra", ha aggiunto, parlando ai microfoni di "AdnKronos". "Ho sbagliato a esprimermi in quel modo, non sono di certo mafiosa... chiedo scusa anche alle famiglie che si sono sentite offese".

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