Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato e dirigente di Forza Italia, quale significato attribuisce alla nomina di Stefania Craxi come capogruppo?
"È un avvicendamento naturale, che si inserisce in un percorso di crescita e riflessione, volto a rafforzare la capacità del partito di interpretare al meglio le esigenze dei cittadini. Abbiamo bisogno di rinnovare energie e approccio, valorizzando una squadra unita, capace di adattarsi a un contesto in evoluzione. Siamo al lavoro per costruire una stagione programmatica fondata su ascolto, responsabilità e su un linguaggio capace di parlare non solo ai nostri elettori, ma anche a tutti coloro che possano condividere la nostra visione".
Oggi è l'anniversario della vittoria del '94. Su quale messaggio deve puntare Fi?
"L'anniversario del '94 ci ricorda che si vince quando si intercetta il futuro. Oggi quel futuro sono i giovani, e dobbiamo avere l'umiltà di riconoscere che sono loro i migliori interpreti di ciò che dobbiamo costruire insieme. Non dobbiamo fare promesse, ma ragionare sulle possibilità reali. Affrontare i temi più scomodi, dalle guerre alla crisi di visione europea, offrendo una direzione. E soprattutto parlare di ciò che conta davvero per loro: lavoro dignitoso, che permetta autonomia, e la possibilità concreta di costruire una famiglia. Non vogliamo soltanto parlare ai giovani, ma costruire con loro un'Italia in cui il futuro sia davvero possibile".
Che giudizio dà del percorso costruito in questi anni da Antonio Tajani?
"Tajani è riuscito a mantenere Forza Italia in vita dopo la scomparsa di Berlusconi. Dobbiamo essergli grati per questo. Ma chiedere un'accelerazione per la nostra azione politica non deve essere lesa mesta perché non equivale ad attaccare Tajani, significa cercare di rafforzare il partito, soprattutto tornando a far sognare i nostri giovani".
Si parla molto di congressi. È questa la via da percorrere?
"Lei mi vuole far litigare con il segretario allora? (sorride). Vede, è proprio questo il punto. Se se ne parla molto dopo una sconfitta, allora stiamo sbagliando. I congressi per carità sono previsti dallo Statuto e si dovranno fare. Ma chiedere di rimandarli un po' non significa avere paura della democrazia. Se fosse per me farei le primarie aperte.
Ma dopo il referendum, non vorrei che si parlasse di Forza Italia per i congressi e per il tesseramento, piuttosto che concentrarci sulle priorità che preoccupano gli italiani. Dobbiamo offrire proposte e risposte in materia di pressione fiscale, sicurezza, rincari energetici. Le nostre idee devono essere chiare e riconoscibili".