Dovevano essere le prove generali per la nuova saldatura tra la sinistra e l'islam e l'arma in più del campo largo per sconfiggere il centrodestra ma il voto musulmano si è trasformato in un flop clamoroso non solo fallendo l'obiettivo di eleggere consiglieri comunali ma ottenendo un risultato ben al di sotto delle aspettative. Da Venezia ad Agrigento, da Legnano a Lecco, la carica degli islamici candidati dal Pd, Avs e dalle liste della sinistra si è infranta contro il voto popolare che ha portato a un duro bagno di realtà dopo settimane di propaganda.
Così è fallita l'elezione al consiglio comunale dei rappresentanti della comunità bengalese nelle liste del Pd a Venezia con Rhitu Miah che si è fermata a 459 preferenze e Kamrul Syed a 362 e non è andata meglio ai candidati nelle municipalità che non sono riusciti nemmeno a intercettare la maggioranza dei bengalesi con diritto di voto nel comune (pari a circa 2700).
D'altro canto, dopo le denunce dei tentativi di brogli avvenuti domenica con la presenza di un bengalese che non poteva votare ma inserito tra i rappresentanti di lista intento a distribuire volantini davanti al seggio a urne aperte e di una donna velata che faceva campagna elettorale di fronte un altro seggio, lunedì c'è stata la risposta di migliaia di veneziani che si sono recati alle urne dopo che la notizia si era diffusa in città.
Alla luce dell'esito del voto sono iniziate le autocritiche e ci si è resi conto che aver puntato sulla costruzione di una nuova moschea ponendo troppa enfasi su temi identitari per gli islamici è stato un boomerang. Secondo Sadmir Aliovski, presidente della Comunità islamica di Marghera, il progetto della Moschea "Manca da vent'anni, forse non era il caso di parlarne in campagna elettorale". Anche per Ugo Bergamo, ex senatore dell'Udc e sindaco di Venezia dal 1990 al 1993, la richiesta di una nuova Moschea e la candidatura dei bengalesi con la sinistra ha influito sul risultato aggiungendo che si è trattato di "una campagna condotta male. Andava preparata, con un percorso non forzato ma naturale". Secondo la candidata di punta bengalese del Pd Rhitu Miah invece è stata una "campagna impeccabile" ma il suo video con le "lezioni di voto" ai bengalesi in una scuola si è rivelato senza dubbio controproducente.
Ma non è stato solo il capoluogo veneto ad essere indigesto per il consenso musulmano perché nelle altre città in cui la sinistra aveva puntato sul partito di Allah, le cose non sono andate meglio. A Legnano Zakaria Roumi ha totalizzato 70 preferenze mentre a Lecco Sidik Aboubakar Sanogo ha raccolto 8 voti nella lista di Avs.
Ad Agrigento non sono serviti gli appelli ad Allah e i due candidati musulmani hanno rimediato una figuraccia. La convertita Carmela Lombardi che in campagna elettorale si presentava con volantini in arabo con scritto "Dio è uno solo, Allah per il musulmano" scesa in campo nella lista Agrigento Amore Mio a sostegno del sindaco Giuseppe Di Rosa ha raccolto 3 preferenze mentre il suo collega Adnane Khezar ne ha raccolte 13.
Nonostante ciò il mondo islamico non ha intenzione di mollare la presa nel suo progetto di pervasività della società italiana e ieri il presidente dell'Ucoii Yassine Baradai in un messaggio rivolto alle comunità islamiche d'Italia in occasione dell'Eid Al Adha ha scritto: "Le future generazioni, musulmane e non musulmane, erediteranno il clima che oggi contribuiamo a costruire". Per poi aggiungere "questo richiede anche unità interna. In un tempo difficile non possiamo disperdere energie in divisioni, personalismi o polemiche sterili". Yassine Baradai ha poi affermato: "Desidero esprimere gratitudine a tutti coloro che servono le nostre comunità nel silenzio: gli imam, i presidenti, i consiglieri, gli insegnanti, le donne che spesso reggono attività educative e sociali fondamentali, i giovani volontari, le famiglie che aprono spazi di accoglienza".
Il progetto politico islamico in Italia è perciò solo all'inizio e il flop di questa tornata elettorale non fermerà le candidature di nuovi esponenti delle comunità musulmane alle elezioni del prossimo anno a cominciare da Roma e Milano.