Non si placano le polemiche e gli strascichi del caso della grazia a Nicole Minetti e sulle ricostruzioni giornalistiche sul contesto delle proprietà del suo compagno, l'imprenditore Giuseppe Cipriani, in Uruguay. Il ministro della giustizia Carlo Nordio vorrebbe andare in tribunale dopo le dichiarazioni di Sigfrido Ranucci, che ospite a Cartabianca aveva parlato di una testimonianza in via di verifica secondo cui il Guardasigilli nel corso dei un suo viaggio istituzionale in Uruguay avrebbe fatto visita alla tenuta di Cipriani: "Come ho detto anche in trasmissione è una pista che stiamo seguendo, non ho dato una notizia", ha precisato poi il conduttore di Report. Il ministro aveva chiamato in diretta la trasmissione contestando una tale ipotesi: "I miei spostamenti sono tutti documentati", quella "era una missione ufficiale di tre giorni in Argentina e in Uruguay di uno o due anni fa".
Secondo il Foglio, che ieri citava fonti qualificate di via Arenula, Nordio sarebbe pronto a promuovere già "nei prossimi giorni un'azione risarcitoria in sede civile" nei confronti del giornalista. Secondo il quotidiano "nell'istanza di risarcimento si farà riferimento al danno alla reputazione e all'immagine del Guardasigilli prodotto dalla diffusione di notizie non ancora verificate, in violazione del Codice deontologico dei giornalisti italiani, che prevede l'obbligo per i giornalisti di verificare l'attendibilità delle informazioni raccolte prima di diffonderle".
A Ranucci, aveva riferito nei giorni scorsi l'Ansa, la Rai avrebbe inviato una lettera di richiamo per l'ospitata - dove il conduttore era stato invitato per presentare anche il suo libro - annunciando la privazione della tutela legale in un eventuale procedimento giudiziario intentato da Nordio. Ieri il giornalista dopo le indiscrezioni del Foglio, ha replicato: "Anche se ancora non mi è arrivata la lettera anticipata dall'Ansa, nella quale mi si annuncia la privazione della tutela legale da parte della Rai, sento il dovere di informarvi, che davanti all'eventuale denuncia del ministro Nordio, rinuncio già da ora ad esporre l'azienda, che gestisce soldi pubblici, a eventuali rischi. Affronterò il giudizio a mie spese. Ringrazio le decine di studi legali e le centinaia di persone che mi hanno scritto sui miei profili e via mail, per offrire la loro collaborazione gratuitamente, o di contribuire alle spese. E diffido chi sta avviando raccolte fondi a mio nome. Non ho bisogno di aiuti economici, solo di poter ancora contare sulla vostra passione. Oggi è giornata mondiale della libertà di stampa, sento ancora il bisogno di sottolineare che non ha prezzo, ma che è un valore inalienabile dell'umanità".
Solidarietà dal M5s che attacca il ministro e la stessa Rai: "Tante parole lette e ascoltate dopo il gravissimo attentato che lo ha colpito, suonano oggi come retorica insopportabile. Inaccettabile anche la presa di posizione della Rai che aveva fatto sapere di non garantire la tutela legale al giornalista". Intanto sono attesi a breve i primi esiti, parziali, degli accertamenti in Spagna e in Uruguay, chiesti dalla Procura Generale di Milano.
Tra le verifiche avviate, di cui è stata delegata l'Interpol, c'è l'atto di adozione - di cui si è chiesta la copia originale - del bimbo da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, e la procedura seguita durante l'iter.