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La nuova gita della Flotilla: in mille verso Gaza pure con la rompighiaccio

Salpano oggi da Barcellona: nella flotta anche la Artic Sunrise di Greenpeace

La nuova gita della Flotilla: in mille verso Gaza pure con la rompighiaccio
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La Flotilla ci riprova, nel mezzo della fragile tregua in Medioriente, a raggiungere Gaza salpando oggi da Barcellona. Se tutto va bene si faranno intercettare dagli israeliani fra il 25 aprile e primo maggio, giusto in tempo per aizzare le piazze a casa nostra. La novità paradossale è che l'ammiraglia sarà la super nave "Alba artica", di Greenpeace, associazione che dovrebbe occuparsi di ghiacci, balene, orsi polari e della natura in pericolo. La vice ammiraglia sarà Open arms, con la presenza del fondatore Oscar Camps, l'ex bagnino che ha lasciato in secondo piano i migranti per cavalcare l'onda pro Pal. La benedizione arriva da Amnesty international, sempre più di parte.

A Barcellona è tutto pronto per salpare le ancore con una Global Sumud Flotilla di un centinaio di barche, nelle speranze degli organizzatori, e un migliaio di attivisti in cerca di guai. Il doppio rispetto alla missione "suicida" dello scorso anno bloccata dagli israeliani a 70 miglia dalla costa. Neanche metà delle imbarcazioni salperanno oggi e altre si uniranno, compreso una ventina già pronte in Italia e altre dalla Tunisia e dal Pireo. La raccolta fondi è stata un flop: 482.818 euro rispetto all'obiettivo di 1 milione. Solo di carburante la flotta costerà sui 270mila euro, ma salpano lo stesso a dimostrazione che i soldi arrivano anche da altre parti. Per lanciare la partenza sul molo di Barcellona è stata organizzata una festa "di solidarietà pubblica" al grido "ci solleviamo (we rise)" con fiumi di birra, vino e cibo che assomiglia ad un gigantesca sagra. Gli agit prop sono volti noti come l'attivista brasiliano Thiago Ávila, reduce dalla flottiglia in appoggio a Cuba con l'euromiracolata Ilaria Salis. La "Barbie di Gaza", Hanan Alcalde, chioma bionda fluente, che non si direbbe convertita all'Islam, accusata in un tribunale spagnolo "di incitamento all'odio contro gli ebrei". Il paradosso è la scelta di Greenpeace di unirsi alla banda navale pro Gaza con un rompighiaccio. L'Arctic Sunrise, 50 metri di lunghezza, che può trasportare 30 persone, sempre in prima linea nelle battaglie ambientaliste. Chiara Campione, direttore di Greenpeace Italia dichiarava prima della tregua: "Mentre la drammatica escalation innescata dalle forze armate statunitensi e israeliane sta trascinando il Medio Oriente in un vortice di distruzione e sofferenza, siamo onorati di poter rispondere all'appello della Global Sumud Flotilla e di unirci alla sua missione di pace con la nostra nave".

Le fa eco la partigiana Amnesty international con Erika Guevara-Rosas, che intima: "Le autorità israeliane devono garantire il passaggio sicuro di queste persone attiviste disarmate".

In Italia sono pronte a salpare una ventina di imbarcazioni da Napoli dove sono arrivate partendo da Marsiglia ed i soliti noti già fermati e rilasciati la volta precedente. Da Reggio Calabria con la barca Snap ci sono Massimiliano Del Moro, delegato Gkn "Soms Insorgiamo" di Firenze, che dovrebbe occuparsi di operai in strada e l'insegnante Vittorio Sergi del coordinamento "Marche per la Palestina". Favoleggiano di "arrivare sulle coste e fermarci a Gaza magari per innescare una partenza di ricostruzione".

Lo skipper barese Antonio La Picirella è convinto che porterà con sé "il dissenso di tanti pugliesi nei confronti della politica israeliana". A salutarlo è arrivato l'assessore comunale alla legalità Nicola Grasso e il sindaco di Bari, Vito Leccese del Partito democratico.

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