Cronache

Ong, nuovo duello tra Italia e Francia

Con i nostri porti chiusi, la nave fa rotta su Marsiglia. Parigi non vuol cedere

Ong, nuovo duello tra Italia e Francia

Lo scontro fra l'organizzazione non governativa (Ong) Sos Méditerranée e il ministro dell'Interno Matteo Salvini continua. E si profila un nuovo braccio di ferro tra l'Italia e i partner europei, in particolare la Francia.

Il vicepremier ieri mattina ha twittato: «Mentre Panama toglieva la bandiera alla nave Ong Aquarius 2, che torna così ad essere una nave fantasma, la Guardia costiera libica salvava e riportava in Libia più di 200 immigrati. #portichiusi, stop a scafisti e trafficanti!». E nel pomeriggio l'Ong ha reso noto di aver rivolto alle autorità marittime francesi la richiesta ufficiale di attracco per la nave Aquarius2, che trasporta 58 migranti soccorsi nei giorni scorsi al largo della Libia e che ora sta facendo rotta verso Marsiglia.

«C'è una volontà deliberata di spingerci fuori dal Mediterraneo, con ogni mezzo - hanno dichiarato i responsabili dell'Ong nella conferenza stampa che si è svolta ieri a Parigi - . Non è una questione tecnica né di diritto, ma una questione politica». I responsabili di Sos Méditerranée hanno chiesto a Panama di rivedere la decisione, hanno chiesto alla Francia di concedere all'Aquarius il permesso di attraccare a Marsiglia, verso il cui porto la nave sta facendo rotta, e hanno chiesto ai Paesi europei di concedere all'imbarcazione una bandiera per continuare a navigare. O, in alternativa, di convincere Panama a inserire di nuovo l'Aquarius nel suo registro navale. Gelida la risposta dell'Unione europea. «Simpatizziamo con le persone a bordo - ha detto la portavoce dell'esecutivo Ue Mina Andreeva - ma la decisione di Panama è una questione di diritto internazionale, rispetto alla quale cui la Commissione non ha competenza».

E non meno fredda è stata quella delgoverno francese che ha fatto sapere di essere impegnato per «una soluzione europea» in base al principio del «porto sicuro più vicino». Parigi, quindi non recede.

Dall'inizio della crisi scatenata quest'estate dalla chiusura dei porti italiani ai migranti la Francia si è infatti sempre attenuta al diritto del mare in base al quale i naufraghi devono essere sbarcati nel porto sicuro più vicino.

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