Ora l'Austria chiude i confini. E Netanyahu fa il vaccino in tv

Sarà un Natale di regole e controlli in tutta Europa.

Sarà un Natale di regole e controlli in tutta Europa. Ogni Paese ha scelto cosa consentire e cosa vietare nel lungo periodo festivo, spesso suscitando polemiche e proteste. Tra i Paesi più drastici c'è la nostra vicina Austria, che ha stabilito il lockdown dal 26 dicembre al 17 gennaio. Saranno chiusi scuole, ristoranti e negozi, con l'eccezione di alimentari e farmacie e la «ripartenza» il 18 gennaio sarà consentita solo a chi, nei test di massa che saranno effettuati il 16 e 17 gennaio, risulterà negativo potrà uscire il 18.

Restano aperti gli impianti sciistici, con obbligo delle mascherine Ffp2 quando si è in coda per salire sull'impianto e a bordo di cabinovia o funivia. Una circostanza che fa temere l'invasione da parte di sciatori del resto dell'Europa. Per questo Vienna ha introdotto nuove regole di ingresso al Paese e ha deciso di rafforzare i controlli alle frontiere con Italia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovenia fino al 10 gennaio.

Sci sempre più vietato invece nella Svizzera, dove si susseguono gli annunci di chiusura delle piste da parte delle autorità nei diversi cantoni. Dopo Lucerna, Svitto, Nidvaldo e Zugo, alla lista si sono aggiunti Zurigo, San Gallo e Appenzello Interno. Tra oggi e domani anche Ur e Grigioni renderanno note le proprie decisioni. A provocare la stretta, il fatto che le rigide condizioni poste dal consiglio federale per permettere la pratica degli sport invernali sono spesso violate, come indicano all'unisono i vari consigli di stato.

E in Israele il primo ministro Benyamin Netanyahu ha voluto essere il primo vaccinato, in diretta televisiva. «Una piccola iniezione per un uomo e un grande passo per tutti noi», ha detto, parafrasando le parole del primo uomo sulla Luna Neil Armstrong, il settantunenne premier.

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