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Oro nero, gas e non solo. Ecco gli affari italiani

Atteso impatto limitato sui prezzi del greggio. Eni: "L'attività procede"

Oro nero, gas e non solo. Ecco gli affari italiani
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Gli Usa saranno "fortemente coinvolti nell'industria petrolifera del Venezuela", ha detto ieri Donald Trump. Non a caso, stando alle prime valutazioni, la produzione e la raffinazione della compagnia energetica statale venezuelana Pdvsa stanno funzionando normalmente e le sue strutture più importanti non hanno subito danni. L'attacco Usa potrebbe quindi essere accolto senza grandi scossoni dal mercato petrolifero globale.

Secondo l'Opec, il Venezuela detiene quasi un quinto delle riserve provate mondiali di greggio, stimate in circa 303 miliardi di barili, e dispone di 25 oleodotti operativi. Quanto all'export, quasi il 70% è rivolto alla Cina. La distanza tra dotazione e capacità produttiva, però, resta marcata, complici anni di scarsi investimenti e sanzioni.

La gestione del petrolio è dominata dalla compagnia di stato Pdvsa, ma la legge venezuelana prevede che le aziende straniere operino attraverso le Empresas Mixtas in cui Pdvsa detiene di norma la maggioranza. Nonostante le sanzioni internazionali, diverse compagnie estere mantengono una presenza strategica. Tra queste c'è Eni che in Venezuela produce gas, interamente destinato all'approvvigionamento del Paese e alla generazione di energia elettrica. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi, ha fatto sapere un portavoce, "monitora con attenzione l'evolvere della situazione" ma al momento "non si registrano impatti sulle operazioni, che procedono regolarmente". Negli ultimi anni, il Cane a sei zampe ha recuperato parte dei crediti maturati nei confronti di Pdvsa attraverso la fornitura di carichi di greggio destinati all'esportazione. Da marzo 2025, però, le autorità Usa hanno revocato tutte le licenze concesse a compagnie petrolifere non statunitensi per il recupero delle somme dovute attraverso il ritiro dei carichi di greggio di Pdvsa. Da allora, Eni si è impegnata con le autorità statunitensi per identificare opzioni volte a garantire che le forniture di gas, non sanzionate ed essenziali per la popolazione, possano essere remunerate da Pdvsa con carichi di greggio destinati all'esportazione.

Sono attive nel Paese anche Saipem e Supermetanol Ca (joint venture con l'Eni per la produzione di metanolo). Ma al netto del business dell'oil&gas, altre aziende italiane continuano ad avere interessi economici nel Paese sudamericano.

Gruppi come Aprile e Bticino (materiale elettrico e illuminazione tecnica), Ferrari, Webuild e Ghella (costruzioni), Jas (logistica), Savino Del Bene (spedizioni internazionali), Siae Microelettronica, Trevi e Vimar. Più frammentata l'area delle pmi, soprattutto nell'agroalimentare e nei beni industriali, spesso legate a importatori locali.

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