Leggi il settimanale

Il paradosso del Pd: sempre insieme a Cuccia e ai suoi ultimi "eredi"

I progressisti alleati del salotto buono: da Fiat e Montedison fino a Telecom

Il paradosso del Pd: sempre insieme a Cuccia e ai suoi ultimi "eredi"
00:00 00:00

Le differenti visioni in materia di politica economica (ivi inclusi il set delle regole del mercato e la gestione delle partecipazioni statali) sono il sale della democrazia. Non è necessario che tutti siano d'accordo perché dal confronto di opinioni possono nascere anche spunti migliorativi. Ieri, tuttavia, la segretaria del Pd Elly Schlein ha accusato il governo e il ministro dell'Economia Giorgetti, riferendosi alla vicenda Mps-Mediobanca, di aver favorito "scalate di cordate considerate amiche, anziché far rispettare il corretto funzionamento delle regole di mercato".

Come detto, sono opinioni, esprimerle è libertà. Non si può, tuttavia, non notare come in questi ultimi tre anni il Partito democratico, soprattutto con l'avvento di Schlein alla segreteria, si sia schierato a favore dello status quo anziché, da formazione progressista, partecipare a progetti riformisti. E questo non vale solo per la scalata di Monte dei Paschi a Mediobanca, apertamente avversata sebbene abbia di fatto scardinato un sistema di potere quasi secolare, ma anche per la legge Capitali. La nuova norma, infatti, impone ai cda che vogliono presentare proprie liste in assemblea di sottostare a un severo vaglio democratico sia nella formazione con voto maggioritario in consiglio di amministrazione che in assemblea con voto individuale sui singoli candidati. Questa innovazione, in teoria, avrebbe limitato il potere di Mediobanca di riproporre - sempre i medesimi - gli assetti di potere in Generali. Insomma, una questione che al Pd avrebbe dovuto stare a cuore ove si fosse dichiarato contrario alla perpetuazione del "salotto buono".

La storia, tuttavia, ci dice che non sempre la sinistra (ove considerassimo Pci-Pds-Ds e Pd come protagonisti di un'unica storia) ha considerato Enrico Cuccia e la sua creatura come veri e propri "antagonisti" e anzi come - in ragione di un certo stalinismo o maoismo di fondo - abbia sempre preferito schierarsi con i nemici dei suoi nemici anziché perseguire in autonomia le proprie battaglie. Potremmo far risalire questa "corrispondenza d'amorosi sensi" agli anni '70. In un periodo di lotte sindacali con contorni drammatici il Pci di Enrico Berlinguer cercò sempre interlocutori autorevoli come Enrico Cuccia. Quest'ultimo era ostile, come lo era il Pci, alla Montedison di Eugenio Cefis, scalata attraverso l'Eni. E, di sicuro, Cuccia non aveva particolare predilezione per la famiglia Agnelli giacché le impose un manager fedele alla Mediobanca come Cesare Romiti.

Saltando a piè pari gli anni '80 dove entrambi si ritrovarono opposti - per diverse ragioni - al preponderante protagonismo anche in campo finanziario di Bettino Craxi (e di sicuro il Pci si spese affinché il "grande vecchio" restasse al suo posto nonostante l'ostilità dell'allora premier), si può direttamente passare alla storia recente. Mediobanca è stata uno degli alleati del primo presidente del Consiglio post-comunista, Massimo D'Alema, che da Palazzo Chigi diede la benedizione alla "madre di tutte le Opa", quella di Olivetti su Telecom Italia le cui conseguenze paghiamo ancor oggi in termini di perdita di un campione nazionale sopravvissuto solo grazie alla cessione della rete. I fatti ultimi sono troppo vicini perché se ne possa dare un giudizio, fatto salvo il disastro del sistema Monte Paschi prima del salvataggio pubblico.

L'unica cosa che si può dire è che la sinistra è stata parte della "messa in sicurezza" delle tre banche di interesse di nazionale (Comit, Credit e Banco di Roma), fulcro del potere di Mediobanca, sebbene non allineandosi a Milano. E che, pertanto, l'affetto odierno è anche un segno di riconoscenza per quello che è stato.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica