Come l'ultimo giapponese nella foresta il Pd di Elly Schlein (in foto) e i Verdi di Angelo Bonelli sono pronti a combattere a mani nude una lotta anche in Europa contro la loro stessa Italia solo perché governata da una maggioranza che non condivide le loro priorità. Priorità che, a giudicare da quanto sta accadendo nel Paese reale, sembrano sempre più lontane da quelle di famiglie e imprese. Perché l'Italia c'è solo se governa la sinistra. L'ultimo episodio arriva da Bruxelles. Un gruppo di eurodeputati del Pd-S&D e dei Verdi ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea per chiedere se il decreto Energia del governo guidato da Giorgia Meloni sia compatibile con le regole europee sul sistema Ets e sugli aiuti di Stato. Prima firmataria l'eurodeputata dem Annalisa Corrado, che accusa l'esecutivo di aver introdotto un meccanismo "che di fatto sterilizza la componente di costo dell'Ets per le centrali elettriche a gas". Una scelta che, secondo la sinistra, "neutralizza il segnale del prezzo del carbonio per la produzione di energia da fonti fossili" e rischia di compromettere gli obiettivi di decarbonizzazione.
Non basta. L'interrogazione punta il dito anche sull'utilizzo dei proventi del sistema Ets da parte dell'Italia. Corrado sostiene che "analisi recenti indicano che l'Italia potrebbe aver destinato solo circa il 9% dei proventi delle aste Ets tra il 2012 e il 2023 a spese legate al clima, nonostante entrate stimate per circa 15,6 miliardi". E incalza chiedendo alla Commissione se sia a conoscenza del divario tra l'uso richiesto dei fondi e la loro effettiva destinazione. La tesi dell'eurodeputata dem è chiara. "Dal 2013 l'Ets ha generato circa 260 miliardi di euro di entrate, di cui quasi l'80% è confluito nei bilanci nazionali. Per l'Italia parliamo di oltre 5 miliardi negli ultimi due anni". E ancora: "Il sistema Ets è un pilastro della politica climatica europea e rafforza l'autonomia strategica dell'Unione. È inaccettabile la narrazione che lo dipinge come una semplice tassa". Cioè quella della maggior parte delle imprese. Il punto è che mentre la sinistra italiana porta la battaglia contro Roma direttamente nei palazzi europei, l'economia reale racconta un'altra storia. Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha lanciato un appello molto concreto: "Speriamo che il decreto bollette venga approvato velocemente". Il motivoè semplice: i prezzi dell'energia stanno correndo. "Venerdì avevamo il prezzo a 107 euro a megawattora, oggi siamo a 151. È un problema sia per le imprese che per le famiglie italiane"m ha dichiarato. Il mondo produttivo è sotto pressione. Nel settore della pesca, denuncia Coldiretti, il prezzo del gasolio è salito fino al 60% in pochi giorni, con il rischio di costringere molti pescherecci a restare nei porti perché il carburante rappresenta fino alla metà dei costi operativi. Anche l'industria energivora lancia l'allarme.
Giuseppe Pasini (gruppo siderurgico Feralpi) ha spiegato che diverse aziende stanno già fermando la produzione nelle ore di picco perché il costo dell'energia è troppo elevato per essere scaricato sui prodotti finali. È qui che si vede tutta la distanza tra la politica militante della sinistra e la realtà del Paese.