Politica

Scatta l'ansia a sinistra. Il Pd adesso è allo sbando

I dem iniziano a ribollire appena bocciati dagli italiani. Letta: "Serve un nuovo Pd". La sardina Santori: "Acciaccato e solo". Rosy Bindi: "Sciogliere il partito"

Scatta l'ansia a sinistra. Il Pd adesso è allo sbando

Il Partito democratico occuperà i banchi dell'opposizione dopo aver partecipato a quasi tutti i governi negli ultimi anni. Una presenza continua nei vari esecutivi, una forza politica di palazzo che in diverse occasioni ha scongiurato elezioni anticipate pur di non perdere poltrone di potere. Ed ecco che per i dem è arrivata una sonora bocciatura appena gli italiani hanno avuto la possibilità di esprimersi. La disfatta elettorale sta mandando in tilt il Pd, che inizia a ribollire quando si trova lontano dal potere politico.

Letta: "Un nuovo Pd"

Nei prossimi mesi si terrà il congresso del Partito democratico, che sarà chiamato a eleggere un nuovo segretario. La linea adottata da Enrico Letta si è rivelata del tutto fallimentare. L'ex premier non si ricandiderà e dunque lascerà il testimone a chi verrà premiato dalla galassia dem. Ora è stato proprio Letta, inviando una lettera agli iscritti, a tracciare un percorso articolato in quattro fasi.

La prima sarà quella della chiamata: "Durerà alcune settimane perché chi vuole partecipare a questa missione costituente possa iscriversi ed essere protagonista in tutto e per tutto". Poi toccherà ai nodi: "Consentirà ai partecipanti di confrontarsi su tutte le principali questioni da risolvere". La terza fase sarà quella del confronto sulle candidature: "Un confronto e una selezione per arrivare a due candidature tra tutte, da sottoporre poi al giudizio degli elettori". Infine sarà il turno delle primarie: "Saranno i cittadini a indicare e legittimare la nuova leadership attraverso il voto".

La volontà è quella di arrivare il prima possibile a un nuovo Partito democratico e a una nuova leadership che sappia risollevarne le sorti politiche. La rinascita, nelle intenzioni di Letta, passerà come prima cosa nell'opposizione al prossimo governo guidato dal centrodestra: "Ad essa non corrisponde una maggioranza nel Paese: ciò accresce il nostro dovere di organizzare una opposizione dura e intransigente".

La sardina: "Acciacciato e solo"

I progetti di Letta che guarda al futuro però non possono cancellare gli errori commessi nel passato. A esprimersi negativamente in merito è stato Mattia Santori, tra i fondatori delle Sardine. Il rappresentante dei pesciolini ha rivolto una critica secca al Pd: "Sei acciaccato, solo, senza energie". Ai dem ha rinfacciato i continui cambi dei segretari in questi anni e il fatto che il Partito democratico ha ottenuto un risultato tra i peggiori della propria storia.

Santori ha denunciato la crisi di identità che regna sovrana all'interno del Pd, che di preciso non sa ancora quale strada imboccare. La base è in tumulto, tra malumori diffusi e rancori personali. "Mai come oggi avresti bisogno di aprire porte e finestre per fare entrare nuova aria, nuove idee e, soprattutto, nuove persone", ha scritto Santori. Che spera in un'apertura definitiva e ufficiale dei dem a favore delle Sardine: "Torneremo a fare festa, insieme. Lo abbiamo già fatto e possiamo rifarlo".

Rosy Bindi: "Sciogliere il partito"

A mettere una pietra pesante sull'attuale corso del Partito democratico è stata Rosy Bindi, che ha messo in fila gli inciampi dei compagni rossi ed è arrivata addirittura a parlare di scioglimento. Un atto che sarebbe doveroso per dare vita al famoso campo progressista di cui tanto si è parlato in questi mesi. L'ex presidente vuole evitare una resa dei conti interna: "La ritualità del congresso è ormai accanimento terapeutico".

Quale futuro?

La domanda però sorge spontanea: tra tante proposte e chiacchiere, che fine farà il Partito democratico? Quale sarà il futuro dei dem? Si sposteranno sempre più a sinistra, tenderanno al centro o torneranno tra le braccia del Movimento 5 Stelle? Da anni il Pd parla di identità ma nulla è cambiato. Tutto parte dai nomi e non dai contenuti. Per Carlo Calenda, leader di Azione, ormai il Pd "non ha più senso di esistere" per via delle svariate posizioni: "Metà di loro guarda a noi, al riformismo; l'altra metà guarda ai 5 Stelle. Questa cosa va chiarita una volta per tutte". Il processo interno sarà lungo e difficoltoso.

Commenti