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Le Pen si gioca l'Eliseo. "Non ho commesso reati"

Condannata a 4 anni di carcere e all'interdizione dai pubblici uffici, Marine si difende. Ha i sondaggi dalla sua

Le Pen si gioca l'Eliseo. "Non ho commesso reati"
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Nuovo processo, con nuovi giudici, iniziato ieri a Parigi: la Francia ha cinque settimane per sapere se Marine Le Pen potrà candidarsi per la quarta volta alle presidenziali previste l'anno prossimo. Decisivo sarà il procedimento d'appello, dove la leader del Rassemblement national si è presentata ieri con i sondaggi dalla sua, senza rilasciare dichiarazioni alla stampa nel primo giorno d'udienza. Secondo l'Istituto Verian, oggi il 42% dei francesi concorda con le idee promosse dal suo partito. Tre punti in più rispetto allo scorso anno e 13 punti sopra la stessa rilevazione del 2022, secondo l'indagine pubblicata domenica da Le Monde.

Il processo di primo grado l'ha condannata per appropriazione indebita di fondi pubblici a 4 anni di carcere, di cui due con la condizionale, a una multa di 100mila euro e all'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici; questa con effetto immediato, estromettendola dalla corsa per l'Eliseo e riaprendo in Francia un acceso dibattito parlamentare sulla discrezionalità dei giudici di stabilire l'esecuzione provvisoria della pena per i leader politici, che fa diventare immediatamente esecutiva una sentenza prima dell'appello. Ma quale sarebbe il reato?

Bugie e zero prove, secondo Le Pen, che nei mesi ha parlato di sentenza politica. I giudici l'hanno invece ritenuta colpevole d'aver istituito, tra il 2004 e il 2016, un "sistema" per dirottare fondi versati dal Parlamento europeo ai deputati lepenisti; soldi destinati a retribuire gli assistenti parlamentari per mansioni da svolgere a Bruxelles e Strasburgo, gli stessi avrebbero lavorato a Parigi nella sede del partito. Tra le "prove" prese per buone, scambi di email in cui i dirigenti dell'allora Front National scrivevano che Marine (all'epoca dei fatti presidente della destra) ne era al corrente. Alla sbarra, ieri la leader ha accusato invece l'Europarlamento di non aver svolto il suo ruolo di arbitro come dovuto. Si è rivolta ai giudici con un "non abbiamo mai nascosto nulla", spiegando che l'Eurocamera "era a conoscenza degli elementi di insieme di questi contratti, e se fosse stato commesso un reato, vorrei sentirlo, ma la Corte sappia che abbiamo la sensazione di non aver commesso il minimo crimine".

L'ammontare delle somme contestate è di circa 3,2 milioni di euro. Strategia difensiva leggermente rivista, da Le Pen, separando i suoi due ruoli di ex eurodeputata e di ex presidente del Front, con una new entry nel team legale: la penalista Sandra Chirac-Kollarik. Affiancherà l'avvocato Rodolphe Bosselut, mantenendo la linea: "Stesso asse di difesa del primo grado, dire la verità", ha scritto Le Pen su X. Ieri ha sviato la stampa, che insiste sull'apprezzamento dei francesi per Jordan Bardella, 30 anni, oggi a guida del partito: ha ribadito d'esser candidato a diventare premier, non presidente della Repubblica, lasciando ancora a Marine la strada spianata per l'Eliseo. Se l'ineleggibilità sarà confermata dalla Corte d'Appello, con sentenza attesa entro l'estate, Le Pen lascerà la corsa: non attenderà il ricorso in Cassazione (che potrebbe concludersi solo a inizio 2027) per non "mettere a repentaglio" la candidatura di Bardella; a oggi, stima Le Figaro, il politico più apprezzato con il 44% e un libro in vetta alle classifiche. Le Pen è al 38%, seguita dal N.1 dei Républicains Bruno Retailleau e dal centrista di Horizons, Édouard Philippe, entrambi al 29%.

Nell'incertezza dell'esito del processo, si valutano tutti gli scenari. Sentenza attesa pure dall'Amministrazione Trump: Washington aveva considerato sanzioni contro i giudici che avevano condannato Le Pen. Un verdetto di colpevolezza non metterebbe del tutto a repentaglio la possibilità di correre per l'Eliseo 2027, per Le Pen, a due condizioni: che l'eventuale condanna all'ineleggibilità sia inferiore a 2 anni e che i giudici non impongano un braccialetto elettronico, incompatibile con la possibilità di far campagna. Nella roccaforte BleuMarine, centinaia di abitanti di Hénin-Beaumont difendono la leader con una petizione in suo sostegno.

No comment dal suo team di legali, attenzionato per la new entry: l'avvocatessa Chirac-Kollarik nel 2021 ha infatti rappresentato pure il sindacato di polizia Unité SGP-Police Force Ouvrière nel processo Benalla a Parigi, l'ex guardia del corpo del presidente Macron finito alla sbarra per aver picchiato alcuni manifestanti il 1° maggio 2018. Fu poi avviata dall'Eliseo la procedura di licenziamento e nel settembre 2023 è stato riconosciuto colpevole di violenza indebita dal tribunale di Parigi.

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