"Incapacità di stare in giudizio". Perizia psichiatrica quasi scontata quella depositata in Corte di Assise di Roma per Francis Kaufmann, lo pseudo-regista californiano accusato di aver ucciso la moglie e la figlia di 11 mesi nel giugno scorso a Villa Pamphili. L'uomo, sottoposto a una serie di accertamenti clinici, non sarebbe in grado di presenziare al processo per duplice omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. La prima vittima, Anastasia Trofimova di 28 anni, viene soffocata con un cuscino, la bimba, Andromeda, strangolata. Nell'ultima dichiarazione in aula, il 2 febbraio, Kaufmann accusa i testimoni chiamati a deporre di essere "mafiosi". Non è la prima volta che il 47enne sostiene che in Italia siano tutti mafiosi. Era successo in Grecia, dopo il suo arresto a Skiathos, rifiutando l'estradizione. Un personaggio sicuramente instabile, oltre che pericoloso, Kaufmann. Nel carcere di Larissa, dopo aver distrutto la sua cella, mette a soqquadro l'infermeria interna prima di essere sottoposto a dosi massicce di calmanti. Ma era accaduto anche a Roma quando, assieme alla moglie e alla figlia ancora vive, scatena una rissa in un locale del centro storico.
Lo stato di salute mentale dell'imputato, insomma, andrà controllato una seconda volta a 30 giorni dalla prima visita, suggeriscono i periti forensi, dopo la somministrazione continuativa di una terapia farmacologica. Il risultato verrà poi esposto e illustrato dagli specialisti nella prossima udienza fissata al 13 aprile. Certo è che proprio l'incapacità d'intendere e di volere, ovvero la seminfermità mentale anche temporanea, è la carta da giocare sin dal primo momento dal suo difensore. "Le sue condizioni mentali - sostiene davanti alla Corte l'avvocato Paolo Foti - negli ultimi mesi sono andate deteriorandosi in modo evidente e non sono compatibili con lo stare in giudizio".
Anastasia viene uccisa tra il 3 e il 4 giugno 2025, la piccola pochi giorni dopo. Sicuramente dopo il 5 giugno quando Kaufmann viene fermato per la quarta volta da una volante per un controllo. La segnalazione di una bimba lasciata in strada sulla sella di uno scooter è precisa. Ma anche quella volta Kaufmann, lucidissimo, convince gli agenti che non c'è niente di che preoccuparsi. Negli Stati Uniti viene arrestato per lesioni gravi dopo aver aggredito il fratello. Rimesso in libertà, cambia persino nome sul passaporto e diventa così Rexal Ford.
Identità che ai controlli di polizia risulta immacolata tanto da farla franca per mesi. Con il nuovo nome, dopo esser passato per Malta assieme alla compagna, entra in Italia e ottiene 863mila euro del tax credit per un film mai girato di una casa di produzione fantasma con sede a Canterbury.