Perquisizioni in spiaggia, è la crociata anti-panini

Protesta del sindaco di Bacoli contro i gestori degli stabilimenti balneari: "L'arenile è di tutti"

Perquisizioni in spiaggia, è la crociata anti-panini

Immaginate una scena così: andare al mare e vi perquisiscono. Dove potreste essere? Magari a Tel Aviv, ma solo se avete un'aria particolarmente sospetta, magari una cintura sotto la maglietta di quelle che hanno i kamikaze. Invece no, è successo ieri a Bacoli, che non è in Israele ma in provincia di Napoli. Arrivano dei bagnanti e vengono perquisiti. Da chi? Dalla Digos? Dalla Cia? Possibili terroristi? No, dai gestori dei bagni, per vedere se si portavano il cibo da casa. Non bombe, ma panini. Non sono un esperto di spiagge, odio andare al mare, ma credo sia la prima perquisizione alimentare della storia balneare. La ragione è chi ha in gestione le spiagge vuole che le persone comprino da mangiare lì. Anche le bottiglie d'acqua sono vietate, comprarle lì o niente.

Se non fosse vero sembrerebbe una barzelletta surreale, ma qualcosa di romanzesco ce l'ha. Il sindaco, tanto per cominciare, che è andato su tutte le furie giustamente, ha un nome da Don Chisciotte della Mancia, pare inventato da Cervantes: Josi Gerardo Della Ragione. Non solo si chiama Della Ragione, ma ha proprio ragione, ricordando che le spiagge vengono date in concessione, e «chi gestisce uno stabilimento balneare non è proprietario di nulla, è il concessionario di un bene demaniale, la spiaggia è di tutti».

Quindi credo che Josi Gerardo Della Ragione (mi piace davvero un sacco questo nome, starebbe bene anche a Zorro) farà valere la sua ragione e gli avidi perquisitori verranno messi in riga, magari pagando una multa più salata del sale che hai sulle labbra che hai sulla pelle di Gino Paoli. Furbi, però: si saranno inventati la regola in seguito alla crisi per il Covid, ma la legge è la legge. Magari saranno dei ristoratori No Vax che protestavano contro la dittatura sanitaria, e hanno pensato bene di inventarsi una dittatura alimentare tutta loro, mettendosi a perquisire la gente per trovare un panino incartato nella stagnola (non è che arrivassero lì per mettere su dei barbecue).

Nel frattempo, se le forze dell'ordine non dovessero agire tempestivamente, cosa deve fare chi vuole andare a Bacoli portandosi panini e bottiglie da casa? Vi svelo un segreto: possono perquisirvi, ma fino a un certo punto, e i posti dove nascondere il cibo senza farvi beccare ce ne sono, e a Napoli si sa come si dice: accà nisciun'è fess.

Insomma, le donne con una seconda di seno possono tranquillamente diventare delle maggiorate imbottendo i bikini di panini, i maschi di Bacoli tutti Rocco Siffredi, per portare l'acqua, non pensano si spingano a palparvi in quei posti lì, si aggiungerebbe il reato di molestia sessuale. Attenzione, piuttosto, quando addentate i bocconi, non masticate in presenza di bagnini e controllori degli stabilimenti balneare, masticate quando sono distratti. Per sapere come fare basta guardare la famosa scena di Fantozzi nella clinica dimagrante, sperando che nessun bagnino nazista bacoliano se ne accorga e vi urli: «Tu mangia!».

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