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Petrolio giù, Salvini convoca le compagnie

Trump raffredda le quotazioni. Urso: "Tuteleremo le imprese e i meno abbienti"

Petrolio giù, Salvini convoca le compagnie
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Le tensioni geopolitiche continuano a pesare sui mercati energetici, ma ieri pomeriggio sono arrivati segnali di distensione dagli Stati Uniti. "La guerra finirà presto", ha dichiarato il presidente Trump, assicurando che "il prezzo del petrolio cadrà come un masso, una volta che sarà tutto finito" parole che hanno contribuito ad allentare la pressione sulle quotazioni del greggio. I mercati hanno reagito immediatamente. Il Brent è sceso a 100,92 dollari al barile, in calo di oltre il 2%, mentre il Wti è scivolato a 94,37 dollari con una flessione superiore al 4%.

Il clima più disteso si è riflesso anche sulle Borse europee, che hanno iniziato la settimana in recupero dopo giorni di volatilità. Francoforte ha chiuso in rialzo dello 0,5%, Parigi ha guadagnato lo 0,3% e Londra lo 0,6%. Più prudente Milano, con il Ftse Mib comunque in aumento dello 0,07% a 44.347 punti. In parallelo si muove anche il fronte europeo. L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha deciso nei giorni scorsi il rilascio coordinato di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche per stabilizzare il mercato. I Paesi Ue, ha comunque spiegato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, "possono concedere un'immediata riduzione del prezzo dell'elettricità alle industrie ad alta intensità energetica più colpite attraverso il quadro vigente in materia di aiuti di Stato". Questi meccanismi, ha concluso saranno "rafforzati ulteriormente e resi più flessibili". Se la situazione peggiorasse, quindi, si creeranno spazi di bilancio senza aprire procedure per extradeficit

Sul fronte interno il governo si prepara a eventuali contraccolpi sui prezzi per famiglie e imprese. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha confermato che l'esecutivo è al lavoro su un nuovo pacchetto di misure. "Dovremmo portare nel prossimo Consiglio dei ministri misure per iniziare a dare una scossa significativa e mi auguro efficace alle conseguenze della guerra che si espande nel Golfo Persico e nel Medio Oriente", ha detto, osservando che il conflitto rischia di incidere "sul costo dell'energia, sul costo di approvvigionamento di alcune materie prime critiche e sui mercati di quei Paesi che per noi sono prioritari per l' export".

Secondo Urso l'obiettivo è prevenire effetti a catena sull'economia reale. Il governo, ha spiegato, ha come priorità "compensazioni e supporto ai ceti meno abbienti", affiancate da misure "che intervengano sul sistema dell'autotrasporto per evitare di innescare una spirale inflattiva". Il ministro ha ricordato che negli ultimi mesi l'esecutivo è già intervenuto con provvedimenti energetici mirati, "come riconosciuto dagli osservatori internazionali nel recente decreto Energia proprio per supportare 2,7 milioni di famiglie meno abbienti e oltre cinque milioni di imprese manifatturiere". Per ora, ha precisato Urso, la situazione dei carburanti resta sotto controllo. "I prezzi sono sostanzialmente stabili e siamo ben lontani, per il momento, dall'impennata che si registrò dopo l'invasione russa dell'Ucraina", ha osservato, rimarcando che tutto dipenderà dalla durata della crisi.

Parallelamente si muove anche il fronte dei carburanti. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato un incontro con le principali compagnie petrolifere convocato per domani. "Il conto che stanno pagando famiglie e imprese è troppo alto. Gli aumenti, soprattutto del diesel, sono inaccettabili ed eccessivi, anche considerando il conflitto in corso", ha chiosato Salvini.

"Se c'è qualcuno che sta speculando, da ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti non sono disponibile a tollerarlo. Si può intervenire anche in via fiscale o normativa", ha aggiunto, precisando che tra le ipotesi allo studio c'è anche quella di colpire gli extraprofitti del settore.

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