Muoia Sansone e tutti i Filistei. Si sarebbe ispirata a questo detto la Danimarca in caso di invasione americana della Groenlandia. Secondo alcune ricostruzioni della stampa danese, il governo di Copenaghen aveva pianificato di far saltare in aria le piste di atterraggio della Groenlandia nel caso in cui dalla Casa Bianca fosse partito l'ordine esecutivo. Per questa ragione nei mesi scorsi vari aerei militari danesi erano stati inviati in Groenlandia per quelle che sono state descritte come esercitazioni militari congiunte a guida danese, denominate operazione Arctic endurance, ma che di fatto rappresentavano una misura difensiva vera e propria. Inoltre erano state importate anche scorte di sangue per curare i feriti in caso di combattimenti, fatti che secondo il Financial Times sarebbero stati confermati da funzionari europei di alto grado.
Le rivelazioni portano le lancette dell'orologio indietro fino al gennaio scorso quando le forze speciali statunitensi hanno arrestato il presidente venezuelano Nicolás Maduro in un'operazione lampo nella capitale Caracas. Poche ore ore dopo Trump dichiarò pubblicamente che si sarebbe "preoccupato della Groenlandia tra circa due mesi, abbiamo bisogno della Groenlandia per una questione di sicurezza nazionale, è strategicamente importantissima" aggiungendo il particolare che la Groenlandia fosse già piena di navi russe e cinesi.
Come è noto, Stati Uniti e Danimarca sono membri della Nato, e la questione della Groenlandia, regione semi-autonoma della Danimarca, ha profondamente diviso Washington e i suoi alleati europei dopo che Trump più volte aveva affermato di voler annetterla durante il suo secondo mandato. Più volte la Groenlandia ha risposto in maniera veemente al presidente americano di "non essere in vendita". La scorsa primavera la visita del vicepresidente JD Vance nella regione artica aveva provocato un terremoto politico, dal momento che non era stata fatta a seguito di un invito formale. "Siamo consapevoli che attori stranieri continuano a manifestare interesse per la Groenlandia e la sua posizione all'interno del Regno di Danimarca", aveva osservato il ministro degli esteri danese, secondo cui "non sorprende quindi constatare tentativi esterni di influenzare il futuro del Regno nei tempi a venire".
Ma non è tutto, perché lo scorso agosto era scoppiato un altro scandalo sull'ingerenza esterna da parte di alcuni 007 americani che, secondo l'intelligence danese, avevano messo in piedi operazioni in Groenlandia per infiltrarsi nella società e spingere la secessione dalla Danimarca e l'adesione agli Stati Uniti. L'intelligence di Copenaghen, inoltre, ritenne che alla base di tutto vi fosse l'interesse per la Groenlandia da parte della Casa Bianca, circostanza già alcuni mesi fa ventilata dal Wall Street Journal in un articolo, secondo cui la CIA avrebbe avuto l'ordine di raccogliere informazioni sul movimento per l'indipendenza della Groenlandia e utilizzarlo per fini politici.
In particolare l'obiettivo sarebbe stato quello di mettere in cattiva luce sui media americani la Danimarca su due aspetti specifici: i bambini inuit separati dai loro genitori e inviati in Danimarca a seguito di test contestati per stabilire l'idoneità genitoriale dei groenlandesi e la campagna di contraccezione forzata subita da molte donne fertili tra gli anni '60 e '80.