Qual è il vero (grande) incubo del Pd di cui nessuno parla

Lo studio del Partito democratico sul proprio elettorato: scarsi consensi da operai, casalinghe e fascia d'età 35-49 anni. Al Nazareno temono una scarsa affluenza

Qual è il vero (grande) incubo del Pd di cui nessuno parla

Gli ultimi sondaggi sono abbastanza confortanti per il Partito democratico, che a livello nazionale sta continuando a incrementare i consensi in seguito ai risultati maturati in occasione delle recenti elezioni amministrative. In casa Pd però non va tutto a gonfie vele: la coalizione giallorossa al momento non ha i numeri per imporsi sul centrodestra, che invece resta lo schieramento verso cui gli italiani hanno maggiore fiducia.

Ma non solo: tra i dem c'è forte preoccupazione alla luce di uno studio sul proprio elettorato. Una serie di dati che non lascia dormi sonni tranquilli ai vertici del Nazareno, preoccupati dall'identikit emerso che non fa presagire nulla di buono in vista delle prossime elezioni politiche.

Lo studio sul Pd

Stando a quanto riportato da La Repubblica, il seminario del Pd a porte chiuse è servito per fotografare la situazione che riguarda la galassia dem. Una mossa ben precisa che ha come finalità quella di capire le ultime dinamiche della politica per non farsi trovare impreparati quando si tornerà alle urne. In tal senso la rilevazione di Ipsos fornisce un responso chiaro: il Partito democratico non gode della fiducia di alcuni "campi di elettorato" piuttosto fondamentali.

Emerge infatti che il Pd non è gradito dagli operai, dalle casalinghe e dalla fascia d'età compresa tra i 35 e i 49 anni. Il dato più interessante riguarda gli operai: solo il 9,1% sceglie di dare la propria preferenza ai dem, mentre il 30,9% si affida alla Lega di Matteo Salvini e il 19,8% appoggia Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

L'identikit degli elettori

Il Pd risulta essere invece preferito dai più anziani e dai giovani. Soprattutto tra i 18-34enni si registra un 18,4% che segna una salita rispetto agli ultimi tempi. Un segnale di inversione di tendenza che il segretario Enrico Letta giudica "incoraggiante". Il Partito democratico può vantare inoltre due primati: uno tra gli ultra 64enni (29,1%); l'altro tra diplomati e laureati. Nello specifico delle categorie professionali, i dem godono del sostegno degli studenti (39,3% contro il 20,7% della Lega) e dei pensionati (31,9% di fronte al 18,5% di Fratelli d'Italia).

L'incubo astensionismo

Non va però tenuto fuori dai ragionamenti e dalle analisi il fattore astensionismo, che per il Pd rappresenta un vero e proprio incubo. La scarsa partecipazione alle elezioni è in grado di condizionare la partita: alle amministrative ha avvantaggiato il centrosinistra ai danni del centrodestra, ma a livello nazionale l'epilogo può ribaltarsi. Non a caso l'obiettivo dei dem è quello di accaparrarsi una buona parte della sacca del non voto.

Lo schieramento degli elettori è stato diviso in tre grandi gruppi: circa il 40% è da considerarsi di elettori fedeli al voto che si recano sempre alle urne anche se cambiano la loro preferenza; un altro 40% è formato da chi è realmente indeciso e sceglie solo negli ultimi giorni se e chi votare; il restante 20% è totalmente sfiduciato dalla politica e non si recherà mai alle urne. Per Federico Fornaro, capogruppo di Liberi e uguali, sono specialmente gli elettori intermittenti (ovvero il secondo gruppo) quelli a cui guardare con forte attenzione: "Il tema è come convincere loro, che saranno decisivi, a scegliere il centrosinistra".

Il tema sull'astensione è molto sentito dal Partito democratico. Al Nazareno sanno benissimo che i risultati delle amministrative non riflettono in alcun modo le reali intenzioni a livello nazionale. Non vanno tralasciati alcuni numeri. Alle elezioni comunali erano chiamati al voto 12 milioni di elettori, ma si è espressa circa la metà. Discorso diverso per quelle nazionali, per cui gli aventi diritti al voto sono oltre 50 milioni e l'affluenza è indubbiamente più alta. E la nota sondaggista Alessandra Ghisleri ha fatto notare che "a questo giro mancava del tutto la provincia, che tradizionalmente è più vicina al centrodestra".

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