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Post choc su Ramelli dai comitati dei Carc. "Sergio dove sei?". Elogi a Br e Cospito

L'elogio ai killer di Ramelli, anarchici e antagonisti si preparano allo scontro. Il collettivo Asc al centro dell'inchiesta di Napoli

Post choc su Ramelli dai comitati dei Carc. "Sergio dove sei?". Elogi a Br e Cospito
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L'allarme della Procura di Napoli sulla pericolosità dei Carc e della loro cerchia sembra trovare sempre più fondamento: analizzando, infatti, i profili di Autonomia Studentesca e culturale, nonché le pagine a essi collegati, secondo il sostituto Procuratore Maurizio De Marco "emerge una insistente, chiara e inequivocabile apologia del terrorismo brigatista, anche nella sua ultima versione delle Nuove Brigate Rosse".

Il riferimento è ad Autonomia Studentesca e Culturale (Asc), un collettivo studentesco italiano di orientamento marxista-leninista-maoista, che si presenta con l'obiettivo di radicare il comunismo tra le nuove generazioni, sostenendo che gli studenti devono essere protagonisti della lotta di classe. Rappresenta il "vivaio" giovanile del Partito dei Carc, con il quale ha un legame a doppio filo pur definendosi un movimento "autonomo".

L'Asc nelle sue comunicazioni social guarda con una certa nostalgia agli anni Settanta e Ottanta, quando il terrorismo rosso macchiava le piazze di sangue, e manifesta una certa ammirazione anche nei confronti dei protagonisti di quegli anni, come Prospero Gallinari, del quale hanno celebrato l'anniversario della morte, definendolo "un operaio, che si ritrovò ai vertici di una delle organizzazioni chiave per la lotta di classe della storia del nostro paese, le Brigate Rosse. Ciao Prospero, o anche detto compagno Gallo".

Gallinari è stato dirigente della colonna romana e membro del Comitato Esecutivo, nonché parte del nucleo armato che partecipò alla strage degli uomini della scorta di Aldo Moro nell'agguato di via Fani.

Ma fu anche carceriere di Aldo Moro. Eppure, viene celebrato da questi studenti al pari di Margherita Cagol, moglie di Renato Curcio, tra i principali dirigenti delle Br, che partecipò al sequestro del magistrato Mario Sossi e guidò l'assalto al carcere di Casale Monferrato per liberare il marito: morì a 30 anni nel corso di uno scontro a fuoco coi Carabinieri. Per ricordarla, l'Asc ha rievocato il comunicato delle Br con tanto di invocazione alla "lotta armata per il comunismo", con una promessa: "Continueremo a lottare in suo nome e in nome di tutti i martiri morti lottando per il comunismo". È molto meno celebrativo il ricordo di Alberto Franceschini, che ha mantenuto l'appellativo di "compagno" in quanto fondatore delle Brigate Rosse, "espressione più avanzata e di avanguardia della lotta rivoluzionaria del nostro Paese", che, dicono però, "lui stesso tradì". Nessun onore per lui da parte dell'Asc: "Uno dei più beceri operaisti e devoti alla scuola di Francoforte. Addio dissociato. 10, 100, 1000 Brigate Rosse".

Ma si tratta anche degli stessi che, in occasione dell'anniversario dell'aggressione allo studente Sergio Ramelli, morto il 29 aprile durante gli anni di piombo, nel 1975 a Milano, ne hanno esaltato la scomparsa, precisando che "noi di Autonomia Studentesca e Culturale ci teniamo a ribadire la nostra posizione su questo tema. Una posizione in quanto antifascisti e in quanto sostenitori della lotta portata avanti da tutti i collettivi operaisti dell'autunno caldo. Onore ai compagni di Avanguardia Operaia e onore a tutti gli antifascisti". Poi la frase agghiacciante: "Ramelli dove sei?" con a fianco il simbolo di un osso. Talmente vile come post che persino uno dei loro seguaci si discosta: "Io sono comunista e compagno come voi ma non capisco il motivo di essere felici per la morte di un ragazzino". Sergio, incolpevole, è stato aggredito con chiavi inglesi e violenza inaudita da membri di Avanguardia Operaia ed è morto per le ferite craniche riportate. Tutto ciò, infatti, fa rilevare agli inquirenti "un modello organizzativo nel quale la componente adulta del movimento svolge una funzione di direzione strategica e controllo, mentre la componente giovanile rappresenta il bacino di reclutamento e sperimentazione".

Un quadro che si aggrava se pensiamo al legame con un mondo anarchico che si sta risvegliando: celebrano il compleanno del leader Alfredo Cospito, oggi in carcere in regime di massima sicurezza, lo elogiano, lo mitizzano. Ed è proprio a causa di questa saldatura che l'allerta è più alta che mai e che il lavoro coraggioso della Procura di Napoli assume una valenza centrale, perché affronta il cuore dell'antagonismo violento.

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