Giorgia Meloni trascorre a Palazzo Chigi l'intera giornata della vigilia delle comunicazioni in Parlamento su Iran e Consiglio Ue. La premier mette a punto il discorso di oggi, tra un dossier e un giro di colloqui con le cancellerie europee. L'intervento di Meloni, per quanto riguarda la parte sul Medio Oriente, sarà incentrato su quattro punti: no all'ipotesi dell'invio di truppe, l'impegno che la concessione delle basi su territorio italiano avverrà solo con il voto del Parlamento, fronte comune con l'Ue per la difesa di Cipro e dei Paesi terzi attaccati, e infine iniziativa con i partner per lo sblocco del canale di Hormuz. La linea del governo è quella di non trascinare l'Italia in un conflitto con l'Iran, anche indiretto, che potrebbe aver ripercussioni per la sicurezza sul piano interno. E di minacce per la sicurezza interna ha parlato ieri in audizione al Copasir il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi (foto). Preoccupano le cellule islamiche in Italia che potrebbero sfruttare il conflitto in Iran per azioni dimostrative. A Palazzo Chigi Meloni mette su carta il discorso, che terrà prima al Senato e poi alla Camera nel pomeriggio, con il braccio destro Giovanbattista Fazzolari. L'alleato americano Donald Trump ha annunciato che la guerra finirà presto. E Meloni nel suo intervento farà leva proprio su questo passaggio per dare un messaggio di prudenza al Parlamento. L'inizio è fissato alle 9 e 30 a Palazzo Madama. Poi alla Camera alle 16. Non si parlerà solo di Medio Oriente. Le comunicazioni, inizialmente convocate per il Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, toccheranno altri dossier: dall'Ucraina alla lotta all'immigrazione clandestina. Tra i punti chiave della risoluzione del centrodestra figurano la spinta per la difesa europea, lo stop alla fornitura energetica dai Paesi inaffidabili e la pressione sulla Russia per una soluzione diplomatica del conflitto in Ucraina. Ieri le opposizioni hanno depositato la richiesta di doppie comunicazioni. Proposta bocciata dal Senato. Il calendario resta confermato. Nella vigilia del passaggio parlamentare l'agenda sul fronte Medio Oriente di Palazzo Chigi è piena. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza Alfredo Mantovano hanno riunito ieri i vertici militari e dell'intelligence. Nel corso dell'incontro è stato effettuato un punto di situazione sugli aspetti militari e informativi connessi alla crisi nell'area del Golfo. Mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un briefing con alcuni ambasciatori interessati alla crisi in Medio Oriente per fare il punto sui connazionali all'estero. Fari sull'Iraq dove la situazione resta complessa.
Previsto, invece, il rientro di 6600 italiani dalle Maldive con i voli messi a disposizione dalla Farnesina. Resta invece pienamente operativa l'Ambasciata italiana a Beirut. E lo stesso Tajani ha presieduto ieri la cabina di regia a Palazzo Chigi sul piano Mattei.