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Prenotare in fretta (per evitare rincari) e prepararsi a mete alternative

In un mese già saltate 7.100 prenotazioni. Ecco i consigli per non restare a terra

Prenotare in fretta (per evitare rincari) e prepararsi  a mete alternative
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Fino a un mese fa, la cartella Estate 2026 profumava di crema solare e spezie mediorientali. Con il volo prenotato per Dubai e un file con salvati tutti i posti da vedere, eravamo pronti a partire. Poi, il silenzio dei radar e il rumore delle bombe hanno fermato tutto. Con il Medioriente diventato no-fly zone, viaggiare non è più solo una questione di budget, ma di guerra.

1. Come sono cambiati i viaggi dall'inizio della guerra?

Dall'inizio delle ostilità a oggi, secondo i dati del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoviaggi Confesercenti, su un campione di 681 agenzie di viaggio, si stimano oltre 7.100 prenotazioni cancellate, riprogrammate o dirottate, con un impatto economico di quasi 100 milioni di euro in poche settimane. Ma quindi, come andare in vacanza quest'estate?

2. Cosa fare per il 25 aprile?

Guardando al breve, se non brevissimo termine, non ci sono troppe preoccupazioni. Da una parte le compagnie aeree, come Ryanair, dicono di non prevedere carenze di carburante. "Al momento i nostri fornitori possono garantire gli approvvigionamenti fino a metà/fine maggio. Se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l'approvvigionamento non verrà interrotto". Dall'altra però non ci sono dubbi: le vacanze di Pasqua nei paesi del Golfo sono saltate. Stefano Rossa, Commercial regional manager di WeRoad,ci ha raccontato che "chi ha prenotato ad aprile e maggio per mete europee, in Sud America o anche in Asia ma senza avere scali in Medio Oriente - non ha avuto problemi, mentre chiaramente abbiamo cancellato i viaggi con destinazione Oman, Qatar ed Emirati per mettere la sicurezza dei viaggiatori sempre al primo posto, questo però non significa che gli italiani smettano di viaggiare. Doha e Dubai sono, senza dubbio, hub aeroportuali molto importanti, ma non unici.

3. Prenotare le vacanze estive o aspettare?

È vero, la guerra porta incertezza per il settore dei viaggi, non tanto per il blocco aereo, ma quanto per le forniture di carburante e, come spiegano da Ryanair, "se la chiusura dello Stretto dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei". Il risultato immediato? "Tariffe aeree più alte dopo Pasqua e nel corso dell'estate. In tal senso, invitiamo tutti i passeggeri a prenotare i propri voli (e le vacanze) il prima possibile".

Ma se il Golfo per ora è bloccato, dove stanno prenotando gli italiani? "Dopo il Covid i viaggiatori sono diventati sempre più pronti a tutto", ha raccontato Arossa. "In passato sceglievano di non viaggiare come risposta, ora invece cambiano i propri piani, scegliendo altre destinazioni. Il Medioriente è off limits? Scelgono allora il Marocco. Invece di andare a Cuba, puntano su Puerto Rico", ha continuato l'esperto. Se Lufthansa e Ita Airways hanno bloccato i loro voli verso Dubai e Tel Aviv fino al 31 maggio, rendendo difficili gli scali verso il sudest asiatico, allora i viaggiatori guardano al Sud America. Guardando alle ultime prenotazione sul sito di WeRoad sono evidenti le mete più richieste: Ecuador, Galapagos, Perù, Brasile, Islanda, ma anche Capo Verde (ora collegata con dei voli diretti da Milano) e, per chi preferisce rimanere in Italia, un bel viaggio in barca a vela tra la Sardegna e il Sud Italia.

4. Vacanze d'autunno, come organizzarle?

Solitamente, per le vacanze autunnali, i Paesi asiatici, come Giappone, Corea del Sud e Thailandia, sono mete molto richieste e se è vero che il blocco degli scali mediorientali le rende più lontane, non si tratta di viaggi impossibili. Sono molte le compagnie che offrono queste tratte, passando dal Nord Europa o facendo voli diretti.

5. Qual è il futuro per le compagnie aeree?

Non tutte le compagnie aeree si stanno muovendo allo stesso modo, Ita Airways stima di avere abbastanza carburante "per circa l'80% dei voli previsti nei prossimi nove mesi (ndr fino a fine anno)" e, se la guerra dovesse continuare, "per il 2026 potremmo dover ritoccare i prezzi del 5/10%". Iag, ovvero il gruppo che controlla British Airways, Aer Lingus e Vueling, ha dichiarato di non avere piani immediati di aumento dei prezzi, avendo stipulato in anticipo contratti di acquisto carburante a prezzo fisso. Al contrario, EasyJet ha avvertito che i rincari potrebbero arrivare già per la fine dell'estate, quando scadranno gli accordi di copertura.

Alla fine, la cartella Estate 2026

non profuma più di spezie mediorientali, ma non è rimasta vuota: si è riempita di alternative e nuovi itinerari. Perché se è vero che la guerra può cambiare le rotte, è altrettanto vero che non ferma la voglia di partire.

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