"Ragazzi, poche storie, gli scatoloni" La frase che fa venire giù tutto

Bellanova e Bonetti a un passo dalle dimissioni: già avvertiti collaboratori e staff. La loro esperienza nel governo giallorosso è ormai archiviata

"Ragazzi, poche storie, gli scatoloni" La frase che fa venire giù tutto

Il tempo è praticamente finito. Le intenzioni sono chiare, gli annunci sono partiti, il discorso di sfiducia è già pronto, il "ricatto" di Conte è arrivato e la mazzata finale di Renzi non si è fatta attendere: la crisi di goveno è a un passo. Mancano solo gli atti finali e l'esperienza giallorossa sarà alle spalle. Occhi puntati sulla conferenza stampa a Palazzo Madama in programma oggi pomeriggio all ore 17.30, quando Matteo Renzi e la sua delegazione faranno sapere se toglieranno o meno la fiducia a questo esecutivo. L'ex sindaco di Firenze, tra l'altro, proprio ieri è stato destinatario di una sorta di ricatto, di un ultimatum, da parte del presidente del Consiglio: se ritirerà i suoi ministri, non sarò più disponibile a formare una nuova maggioranza con il suo partito.

Un avvertimento che ha finito per distruggere il lavoro di mediazione dei pontieri che avevano provato a ricucire gli strappi, a sanare le ferite e a trattare in extremis per far rientrare l'allarme. La posizione di Palazzo Chigi però è stata chiara: smentito un Conte-ter con l'appoggio di Iv. Ecco perché Teresa Bellanova ha già provveduto ad avvisare i suoi collaboratori: da oggi si torna a casa. Ha preferito tagliare corto, senza chissà quali giri di parole: "Ragazzi, poche storie, preparate gli scatoloni". Tutti sapevano che sarebbe finita così. Settimane di litigi e veti incrociati, iniziati quando il ministro per le Politiche agricole ha letto la prima versione del Recovery Fund e ha sbottato: "Sull'Agricoltura c'è troppo poco, non lo posso accettare".

Fuori dal governo

Si era immediatamente messo in contatto con il leader per sfogarsi e per palesare il suo punto di vista: "È chiaro che non c'è rispetto per noi e le nostre richieste, non abbiamo alternative, dobbiamo rompere". Dall'altra parte anche Elena Bonetti ha messo in guardia la squadra. "Sono convinta che la battaglia è giusta. Lavoreremo come abbiamo sempre fatto, fino all'ultimo, semmai un minuto di più e non uno di meno", ha spiegato al suo staff con il fiato sospeso. E con una forma verbale declinata al passato ha aggiunto: "È stata un'esperienza straordinaria". "Elena ma allora che fate? Davvero vi dimettete? Peccato, abbiamo fatto tanta strada insieme", dicono al ministro delle Pari opportunità. Che risponde senza sbilanciarsi: "Da brava scout io ho sempre lo zaino pronto".

La crisi è data per certa, ma qualora Renzi dovesse cambiare idea e proseguire con Movimento 5 Stelle e Partito democratico - fa notare La Repubblica - la Bellanova e la Bonetti uscirebbero comunque dallo scacchiere. Verrebbe lasciato spazio ad altri. Le sorprese in politica sono sempre dietro l'angolo e tutto può accadere fino all'ultimo minuto. Non sarebbe un dramma, tengono a precisare. La Bellanova avverte tutti: "Tornerò in Parlamento e continuerò a fare politica, non si libereranno facilmente di me". Pure la Bonetti si esprime sul suo futuro: "Torno ai miei studi".