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"Processo al Cav equo". Lo schiaffo della Cedu sul Lodo Mondadori

La sentenza della Corte di Strasburgo sul maxi risarcimento da 540 milioni

"Processo al Cav equo". Lo schiaffo della Cedu sul Lodo Mondadori
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Arriva fuori tempo massimo, quando ormai Silvio Berlusconi è morto da più di due anni e mezzo. E chiude l'interminabile partita del lodo Mondadori. Per la Corte di Strasburgo furono equi i processi che si chiusero con la pesantissima condanna, in sede civile, del Cavaliere e della Fininvest. Una disputa legale, la guerra di Segrate e l'acquisto della Mondadori da parte del Biscione, viziata secondo i pm di Milano da sontuose mazzette che alterarono il contenzioso e indebolirono la posizione della Cir di Carlo De Benedetti, storico e irriducibile avversario del Cavaliere. Così Silvio Berlusconi e la Fininvest furono costretti a risarcire l'Ingegnere con la cifra monstre di 540 milioni di euro.

Per Berlusconi quella era una sentenza ingiusta, ma ora il fondatore di Forza Italia incassa una sconfitta postuma che dovrebbe segnare un punto d'arrivo: la battaglia giudiziaria per il lodo Mondadori ha avvelenato il dibattito politico per lunghi anni e ha spaccato l'Italia fra berlusconiani e antiberlusconiani, fra innocentisti e colpevolisti.

Per la cronaca, Berlusconi era stato prosciolto nel merito già in udienza preliminare, poi la corte d'appello aveva capovolto quella decisione, infine un altro giudice aveva decretato la sua uscita di scena per prescrizione. Un garbuglio giuridico, poi proseguito per definire l'entità dell'indennizzo a favore della Cir e concluso appunto con quella cascata di milioni senza precedenti.

"Prendiamo atto della deludente decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo - afferma l'avvocato Andrea Saccucci, legale di Fininvest - e restiamo profondamente convinti di tutte le nostre valutazioni, a partire dal fatto che Silvio Berlusconi in Italia è stato vittima di una grave e violentissima violazione del principio della presunzione di innocenza".

Un ragionamento che Saccucci esplicita così: "Le sentenze italiane che in sede civile hanno stabilito il risarcimento per la Cir hanno affermato che Berlusconi fosse colpevole mentre in sede penale era già stato prosciolto in udienza preliminare".

Erano stati invece condannati, fra gli altri, per corruzione in atti giudiziari l'avvocato Cesare Previti e il giudice Vittorio Metta.

"Non è un caso - conclude Saccucci - che la decisione della Corte su Berlusconi non sia stata unanime e che un giudice del collegio abbia espresso un'opinione dissenziente".

Per Strasburgo, il Biscione ha ragione solo su un punto, laterale: la stima, troppo alta e non adeguatamente motivata, delle spese legali, pari a 900mila euro.

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