Prodi rimpiange la patrimoniale fallita. E si tira indietro dal Colle

Il mancato contributo di solidarietà ha deluso il professore, che si dice preoccupato per l'inflazione. Il Quirinale? Prodi ha escluso ancora una volta la sua candidatura

Prodi rimpiange la patrimoniale fallita. E si tira indietro dal Colle

Ospite a Mezz'ora in più, programma in onda su Rai3, Romano Prodi non può fare a meno di rimpiangere la patrimoniale, oramai fallita, in cui tanto sperava. L'argomento toccato dal professore, infatti, è la nuova legge di bilancio, che molto ha fatto discutere in queste ultime settimane.

In previsione del caro bollette annunciato per i prossimi mesi, il premier Mario Draghi avrebbe voluto istituire un contributo di solidarietà, ma il centrodestra si è opposto, e così anche Movimento 5 stelle e Italia viva, che hanno espresso forti perplessità diversamente a Partito democratico e Leu. La bocciatura non è piaciuta a Romano Prodi, che commentando i fatti recenti ha sentenziato: "La linea di marcia è giusta, ma con quanta fatica per prendere le decisioni, quando arriva qualche problema, la marcia addirittura si rallenta o si ferma. Per me è stato interessante vedere l'ipotesi bocciata di mettere un piccolissimo aumento di imposte per calmierare le tariffe delle bollette, questo mi ha fatto capire che il problema è rimasto simbolico". E ancora: "Quando scattano i singoli interessi, dai gestori degli stabilimenti balneari all'imposizione sopra i 75mila euro, questi fanno valere la loro voce".

A preoccupare il professore è l'inflazione. E le rassicurazioni dei giorni scorsi della presidente della Bce Christine Lagarde? Evidentemente, come molti investitori, anche il professore nutre dei timori: "I banchieri centrali hanno fiducia nel loro intervento, ma la dinamica dei prezzi sale".

Grande delusione, dunque, per il mancato contributo di solidarietà. "Quando si tocca il sistema fiscale bisogna avere sempre il segno meno, a quello che succede dopo poi nessuno ci bada", ha osservato con amarezza l'ex presidente del Consiglio. "Che il sistema attuale sia equo non importa, ci vuole il segno meno, chi mette il segno più, anche per fare opere di bene, perde le elezioni, questa è la realtà politica che noi abbiamo. Finché non c'è una mentalità che fa il calcolo sulla esatezza e il rigore del provvedimento, andremo avanti così, ma è un bel problema, perché così si accumulano debiti", ha aggiunto.

Quanto al tema inflazione, Prodi non ritiene che Fed e Bce aumenteranno i tassi, ma saranno messe le premesse. "In Usa c'è un dibattito per mettere un piccolo freno all'espansione monetaria. Non credo che sarà un blocco, non credo che sarà immediato", ha dichiarato il professore. "Gli americani che sono più alti sull'inflazione faranno il primo passo e gli europei con più prudenza finiranno con seguirli, a meno che non ci sia un abbassamento dei prezzi di qualche materia prima", ha concluso.

Nel corso della trasmissione, Romani Prodi ha poi ribadito con forza la sua intenzione di non prendere parte alla corsa al Quirinale. "Ho già detto le ragioni: l'età, sto benissimo così e l'ultima è quella del realismo politico. Se un uomo politico ha un minimo di saggezza, deve rendersi conto delle situazioni", è stata la sua risposta.

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