Professori, giornalisti, contadini: cosa faranno i trombati dal voto

Cirinnà raccoglierà le olive, poi aiuterà i dem a ricompattarsi. Azzolina farà la preside, Di Maio chissà. Altri esclusi dal Parlamento, invece, cercheranno il riscatto con gli elettori alla prossima tornata

Professori, giornalisti, contadini: cosa faranno i trombati dal voto

C'è chi non ha raccolto voti e adesso andrà a raccogliere le olive. Chi invece rivendicava l'introduzione del reddito di cittadinanza e ora, per una strana legge del contrappasso, un lavoro se lo dovrà trovare da solo. Qualcuno tornerà invece al suo vecchio impiego, senza portaborse né pranzi alla buvette. Altri invece cercheranno un riscatto, un'altra occasione per salire sul carro vincente della politica. Nel variegato mondo dei trombati dal Parlamento ci sono professori, giornalisti, ex conduttori tv, pensionati e futuri contadini. Ecco come se la caveranno ora, senza l'ambito scranno sul quale accomordarsi.

I trombati del Pd

Monica Cirinnà, ad esempio, non abbandonerà la politica e continuerà il suo impegno tra i dem. Da quelle parti, del resto, dopo la scoppola elettorale i cocci da raccogliere sono parecchi e il lavoro dunque non manca. Nel frattempo, l'ex senatrice si occuperà di ben altre mansioni. "Tra poco a Capalbio in fattoria si raccoglieranno le olive", ha raccontato lei stessa a Repubblica. Sempre nel Pd, anche Andrea Romano (non eletto nel collegio uninominale di Livorno) dovrà trovare un'occupazione. Con ogni probabilità riprenderà la sua attività di professore univesitario o quella, già svolta in passato, di giornalista. Scommettiamo poi di rivederlo presto in tv, ospite di qualche talk show nel ruolo di fustigatore del centrodestra. A proposito di piccolo schermo: nei giorni scorsi, l'ex deputato aveva espresso il desiderio di salutare la moglie Sara Manfuso, attualmente concorrente del Grande Fratello Vip. "C'è la possibilità di poter entrare ma solo per salutare il familiare che è lì. E a me piacerebbe molto farlo, senza partecipare al gioco", aveva confidato su Radio2.

Emanuele Fiano, umiliato a Sesto San Giovanni dalla candidata del centrodestra Isabella Rauti, dovrebbe invece trovare una ricollocazione come candidato alle prossime regionali lombarde, sempre sul fronte progressista. "Non smetto di militare nel fronte della sinistra italiana, ma è venuto il momento di fare un congresso vero rifondativo", ha prospettato lui stesso. Infine, reduce dalla batosta presa in toscana, l'ormai ex senatore Pd Andrea Marcucci tornerà all'azienda di famiglia. Niente più Parlamento anche per il dem Filippo Sensi, per il quale si prospetta un ritorno nel mondo della comunicazione come esperto.

Renziani non eletti, cosa faranno

Tra i renziani, la non eletta Teresa Bellanova, ex ministra delle Politiche Agricole nel Conte II, potrà scegliere se tornare ai suoi impegni da sindacalista della Filtea-Cgi o se rimanere nel perimetro della militanza in Italia Viva. "Lo spazio per la buona politica è dovunque, basta solo avere voglia ed esigenza di praticarlo ", aveva twittato lei, lasciando intendere la propria volontà di non sparire dai radar. Il renziano di ferro Luciano Nobili, invece, punterà probabilmente alle regionali nel Lazio e continuerà ad affiancare il leader di Italia Viva.

Il futuro di Di Maio, Azzolina e Spadafora

Il fautore del reddito di cittadinanza, Luigi Di Maio, dovrà trovare un nuovo impiego, forse nel mondo della consulenza aziendale. Anche se, ironizzando sui social, alcuni utenti hanno sacrasticamente immaginato un suo ritorno come steward allo stadio San Paolo. Dirà addio ai banchi di Montecitorio anche Lucia Azzolina. L'ex ministra dell'istruzione, in compenso, tornerà ad altri banchi: quelli dell'istituto comprensivo "Emanuele Giaracà" di Siracusa, del quale - secondo quanto si apprende - sarà preside (sua professione prima dell'impegno parlamentare). In area Cinque Stelle, anche l’ex capogruppo pentastellato alla Camera Davide Crippa non avrà più un posto in Parlamento. Dunque, che farà? "Non lascio la politica e guardo al dibattito nel Pd", aveva detto lui alla Stampa. Per l'ex ministro Vincenzo Spadafora si potrebbero aprire nuovamente le porte dell'impegno umanitario (già in passato fu presidente del comitato italiano di Unicef).

Dopo il flop elettorale di Italexit, l'ex grillino Gianluigi Paragone proseguirà invece l'impegno nel suo movimento anti-sistema. "Troveremo spazio fuori dal Parlamento", ha chiosato il giornalista, che pare sia intenzionato a candidarsi alle prossime regionali in Lombardia. Alcuni scommettono su un suo ritorno in tv nel caso di un fallimento anche nelle prossime sfide elettorali. Il giornalista Sandro Ruotolo, candidato per il centrosinistra bocciato dagli elettori, tonerà al suo impiego di sempre, pur non escludendo una permanenza nella politica attiva di sinistra. "Ho sempre pensato alla necessità di costruire un campo largo e penso che sin da oggi dovremo lavorare a ricostruire le condizioni di dialogo tra quelle che sono oggi in parlamento le forze di opposizione e domani dovranno far parte dello schieramento che si candiderà a governare il Paese", ha infatti affermato l'ex collaboratore di Michele Santoro.

Nel centrodestra, l'ex senatore leghista Simone Pillon - non riconfermato - rimarrà a lavoro nel Carroccio, sempre portando avanti le istanze di cui si era fatto portavoce. "Mi metto a disposizione del segretario del mio movimento politico e dell’intero centrodestra per continuare l’impegno nel difendere la natalità e la vita umana dal concepimento alla morte naturale, nel promuovere da ogni punto di vista la famiglia e la bigenitorialità, con l’insostituibile ruolo della mamma e del papà, nel sostenere la libertà educativa e nel combattere la protervia del Gender, l’orrore delle droghe e tutte le altre minacce che incombono sui più fragili e particolarmente sui bambini", ha affermato. Emma Bonino, che in materia di ideali sta dalla parte opposta di Pillon, aspetterà forse un riscatto alle prossime elezioni europee del 2024, dopo aver chiesto un riconteggio dei voti delle recenti elezioni. Intanto continuerà la sua attività in +Europa.

Chi invece non dovrà trovare un ricollocamento è

sicuramente Vittorio Sgarbi. Battuto al fotofinish a Bologna da Pier Ferdinando Casini, il professore proseguirà i suoi impegni come critico d'arte, scrittore, sindaco, organizzatore di mostre e polemista.

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