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Pronta l'evacuazione dall'Iran di 500 italiani. Il ministro Crosetto resta bloccato a Dubai

Unità di crisi al lavoro per tutelare i connazionali presenti in Medioriente. Il piano per il trasferimento in Azerbaigian

Pronta l'evacuazione dall'Iran di 500 italiani. Il ministro Crosetto resta bloccato a Dubai
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Roma ha attivato fin dalle prime ore la rete diplomatica per tutelare i connazionali in Medio Oriente. Sono meno di 500 gli italiani residenti nella Repubblica islamica. Più complessa la situazione nel Golfo: lì, di italiani, ce ne sono decine di migliaia. Il governo guidato da Giorgia Meloni è all'opera affinché il conflitto non si allarghi. Il problema degli italiani in Iran può nascere da un momento all'altro. E ieri Tajani ha parlato di un piano di evacuazione: "Fino ad adesso non abbiamo avuto richieste di lasciare il Paese", ha premesso. Ma "la nostra ambasciata è a disposizione ed è pronta a organizzare l'evacuazione" di chi volesse abbandonare l'Iran. La destinazione predisposta è l'Azerbaigian.

L'indicazione della Farnesina è chiara: gli italiani nella Repubblica islamica devono restare a casa o in albergo. E l'unità di crisi, al lavoro minuto per minuto, si sta occupando di tutti i cittadini del Belpaese presenti in quella zona di mondo. Del resto i missili iraniani hanno colpito anche un albergo di Dubai. Proprio nella città a Sud del Golfo persico, per via della sospensione dello spazio aereo, è rimasto bloccato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Partito con un volo civile per motivi familiari, si è trovato nel pieno dell'escalation regionale. Il ministro resta in costante contatto con Roma e con i vertici militari e attende di rientrare in Italia appena verrà riaperto lo spazio. Come sottolineato anche da Mauro Malaguti, deputato di Fdi, i grillini, invece di augurarsi il "veloce rientro" del ministro, hanno attaccato il governo, parlando di "marginalità internazionale". Anche la cantante Big Mama è rimasta bloccata a Dubai: "Sentiamo missili sulla testa, è un incubo".

Nel pomeriggio di ieri Tajani ha sentito il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti: "Mi ha garantito piena assistenza, mettendo gli italiani in condizioni di sicurezza". Nella controffensiva, l'Iran ha colpito con un raid la base di Al Salem in Kuwait. I militari italiani presenti in quell'avamposto non sono pochi: trecento. Sono rimasti tutti incolumi. Molti dei missili lanciati da Teheran contro la base sono stati intercettati. I danni registrati riguardano soltanto una pista di atterraggio.

In serata, sempre Tajani ha sentito il ministro degli esteri del Kuwait, lo sheik Jarrah al Sabah.

"Gli ho espresso la solidarietà del governo italiano per gli attacchi che il Kuwait ha dovuto subire oggi dall'Iran, azioni totalmente ingiustificate e ringraziato per la protezione che stanno dando ai nostri militari", ha scritto su X. Poi, tra le altre telefonate, anche quella tra l'Italia e il Bahrein "per ribadire la priorità di una de-esclation regionale".

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