Guerra in Ucraina

"Pronti a usare l'atomica". Mosca alza ancora il tiro (ma è sempre più isolata)

Scontro al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Stop dalla Cina. Gli Usa: "Putin deve finire la guerra"

"Pronti a usare l'atomica". Mosca alza ancora il tiro (ma è sempre più isolata)

New York. Da Mosca arrivano nuove e più esplicite minacce nucleari, mentre al Consiglio di Sicurezza Onu è andato in scena un confronto mondiale con la Russia che ha visto ancora una volta l'unanime e durissima condanna dell'Occidente. Dopo che il leader del Cremlino ha fatto intendere che l'opzione atomica è ancora sul tavolo, il vice presidente del consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev ha levato ogni dubbio, scrivendo su Telegram che verrà usata «qualsiasi arma, comprese quelle nucleari», per difendere i territori che verranno annessi tramite i referendum.

«La protezione di tutti i territori annessi sarà rafforzata dalle forze armate russe e non solo le capacità di mobilitazione, ma anche qualsiasi arma, comprese le nuove armi atomiche strategiche e quelle basate su nuovi principi, potrebbero essere utilizzate». Quindi, Medvedev ha avvertito pure che «l'ipersonico è in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Usa molto più velocemente: L'establishment occidentale e i cittadini dei Paesi Nato devono capire che la Russia ha scelto la sua strada. Non c'è modo di tornare indietro». Il tutto mentre il vice ministro degli Esteri di Mosca Serghei Ryabkov ha affermato invece che il suo Paese prenderà «seriamente ogni segnale di una volontà degli Usa di migliorare le relazioni», ma al momento «la direzione è contraria». A tentare di smorzare i toni è stata Pechino, con il ministro degli Esteri Wang Yi, che incontrando l'omologo russo Serghei Lavrov a margine dell'Assemblea Generale Onu, ha ribadito come il Dragone continuerà a mantenere una posizione «obiettiva ed equa e a promuovere la pace e i colloqui». L'ampliamento e il prolungamento della «crisi in Ucraina non sono nell'interesse delle parti», ha proseguito, riaffermando che le priorità sono cessate il fuoco e fine della guerra. Ieri il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha riunito i ministri degli Esteri di Usa, Russia e Ucraina, oltre ai membri europei, ed è andato in scena un nuovo braccio di ferro tra Mosca e Occidente. Il segretario generale Onu Antonio Guterres ha avvertito che «l'idea di un conflitto nucleare, un tempo impensabile, è diventata oggetto di dibattito, e questo è del tutto inaccettabile».

E ha criticato i referendum russi precisando che qualsiasi annessione viola la Carta Onu. «Non possiamo lasciare che Vladimir Putin la faccia franca», ha tuonato da parte sua il segretario di stato Usa Antony Blinken: «Tutti i membri del Consiglio devono mandare un chiaro messaggio che le spericolate minacce nucleari russe devono fermarsi immediatamente». Mentre Lavrov, rimasto in sala giusto il tempo di pronunciare il suo discorso, ha respinto le accuse, affermando che l'Occidente è parte del conflitto, «l'Ucraina sta diventato uno Stato totalitario di tipo nazista e sta intensificando le persecuzioni dei dissidenti». «Ieri Putin ha annunciato una mobilitazione, in realtà ha annunciato la sua sconfitta», ha replicato il ministro degli Esteri di Kiev Dmytro Kuleba, assicurando che «nessun'altra nazione vuole la pace più di noi». Intanto l'Ue con l'Alto rappresentante per la Politica Estera, Josep Borrell, preannuncia nuove sanzioni nei confronti di Mosca. Al termine di un Consiglio esteri straordinario a New York è stato deciso che «altre misure restrittive verranno adottate al più presto in coordinazione con i nostri partner». «Studieremo un nuovo pacchetto che prenda di mira settori dell'economia russa e una nuova lista di individui», ha precisato Borrell. Secondo alcune fonti europee, inoltre, sul tavolo ci sarà anche il price cap al petrolio. Approvarle potrebbe tuttavia essere complicato, considerato che il premier ungherese Viktor Orban ha lanciato un appello al suo partito a revocare le sanzioni imposte dall'Ue contro la Russia entro la fine dell'anno.

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