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Psicologi e mentori in tutti gli atenei, è un nostro dovere ascoltare i ragazzi

Nel corso di questi primi cento giorni di governo ho avuto l'occasione di ascoltare molti studenti, di coglierne i dubbi e le fragilità

Psicologi e mentori in tutti gli atenei, è un nostro dovere ascoltare i ragazzi

Nel corso di questi primi cento giorni di governo ho avuto l'occasione di ascoltare molti studenti, di coglierne i dubbi e le fragilità. Il peso delle aspettative soffoca tanti giovani. Spesso lontani dalle famiglie, sempre più isolati, si trovano ad affrontare da soli un contesto sempre più sfidante.

Negli atenei, nei conservatori e nelle accademie visitate ho avvertito forte il bisogno, da parte loro, di nuove ancore che possano reggerli nonostante la tempesta. Complice certamente la pandemia e il post Covid, un sentimento diffuso di disagio e di inadeguatezza rischia di alzare un muro tra noi e i nostri ragazzi. E questo non possiamo permetterlo. Dobbiamo intervenire, iniziando con l'aumentare le occasioni di reciproco confronto. È un obiettivo che mi sono personalmente data, ma che credo sia opportuno supportare con specifiche iniziative legislative. È per questo che, grazie al lavoro delle direzioni del Ministero dell'Università e della Ricerca, ho intenzione di rendere strutturali i presìdi di ascolto e sostegno, anche psicologico, in tutti i luoghi dell'alta formazione per gli studenti che ne hanno necessità. Puntiamo a un'attività di consulenza attraverso esperti, psicologi e pedagogisti, ma anche a una specifica attività di mentoring. Siamo noi a dover andare dagli studenti. Dobbiamo essere noi a accorgerci se hanno problemi a sostenere gli esami, ad aiutarli cogliendone le difficoltà. In tanti atenei questi sportelli sono già una realtà. Sono, infatti, 61 le università che hanno confermato di aver attivato un servizio di counseling psicologico. Ma non c'è ancora una copertura omogenea sull'intero territorio nazionale. Dobbiamo fare uno sforzo per aumentare il numero dei centri attivi, oltre a rendere il servizio realmente permanente, anche mettendo a disposizione nuove risorse economiche allo scopo. La risposta che abbiamo finora avuto da parte della Conferenza dei rettori e dalle istituzioni dell'Alta formazione artistica, coreutica e musicale è stata molto positiva, e questo mi conforta sulla possibilità di raggiungere presto il risultato sperato.

È un nostro preciso

impegno aiutare a capire che il merito è un percorso, una conquista con se stessi, non il risultato di una sola performance. Abbiamo il dovere di ascoltare, abbiamo il dovere di agire.

*ministro dell'Università e della Ricerca

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