Guerra in Ucraina

Putin alle mamme dei soldati "Non credete alle fake news"

Incontro con le donne al Cremlino tra retorica e bugie "I vostri figli sono eroi. E raggiungeremo gli obiettivi"

Putin alle mamme dei soldati "Non credete alle fake news"

Nella narrativa putiniana, di solito gelida come l'inverno di San Pietroburgo, si produce ogni tanto un brivido emotivo. Peccato che si tratti di un'evidente massa in scena a cui resta solo da capire se il popolo russo creda o finga di farlo.

Ieri il presidente russo ha messo in atto questa commedia dei sentimenti convocando al Cremlino un gruppo di madri di soldati al fronte ucraino alla vigilia della festa della mamma, che in Russia si celebra oggi. L'occasione per tirare a lucido la sua retorica tossica e paranoica. Con perle come questa: «La vita è più complicata di ciò che viene mostrato sugli schermi televisivi o anche su Internet, non ci si può fidare di nulla, ci sono molti falsi, inganni, bugie». Putin si riferisce a quanti raccontano di errori e inefficienze che avrebbero contrassegnato la campagna di Ucraina, ma resta la stranezza di un monito contro le fake news che arriva proprio dal suo principale propalatore. E l'incontro di ieri ne è una dimostrazione.

Alle povere mamme russe che trepidano per i loro figli spediti al fronte spesso senza equipaggiamenti e addestramenti adeguati, lo Zar ha detto le seguenti cose: che i loro figli sono «eroi» e che «condivide il dolore per coloro che hanno perso un figlio». Che invece i soldati nemici, gli ucraini, sono invece «carne da cannone» da parte dei Paesi che «forniscono e pagano tutto, non contano le perdite e fucilano coloro che si comportano in modo errato, secondo loro». Che si sta lavorando per risolvere i problemi di fornitura delle uniformi e degli equipaggiamenti per i militari russi in Ucraina. Che «gli avversari nella sfera d'informazione, incoraggiano azioni distruttive che annullano, screditano e svalutano quello che fanno i nostri ragazzi, ciò per cui muoiono». Che l'annessione del Donbass sarebbe dovuta avvenire già nel 2014, ma le autorità russe si fermarono sperando che si raggiungesse un accordo con l'Ucraina, ma ora è «diventato evidente che questa riunione avrebbe dovuto avvenire prima, e non ci sarebbero state così tante perdite tra i civili, così tanti bambini morti». Che comunque lui non nutre alcun rimpianto rispetto al fatto di aver deciso di imbarcare il suo popolo in questa folle avventura. E che comunque, tranquille mamme, La Russia «raggiungerà i suoi obiettivi» in Ucraina.

Salutando le donne russe Putin ha annunciato loro che avrebbe visto il comandante ceceno Ramzan Kadyrov. «Devo incontrare adesso Ramzan Akhmatovich, ho una riunione di lavoro con lui», ha detto Putin, citato dall'agenzia Ria Novosti, accogliendo peraltro la richiesta di una delle madri, Zharadat Aguyeva, di portargli i suoi saluti. In seguito Putin, che ieri ha nominato il viceministro Mikhail Galuzin nuovo viceministro degli Esteri, ha poi riunito il Consiglio di sicurezza nazionale per discutere i risultati di un recente incontro ad Ankara tra il capo dei servizi segreti per l'estero Serghei Naryshkin e quello della Cia William Burns.

Il Cremlino ha ieri smentito la notizia riportata dalla Pravda secondo cui la Russia si preparerebbe alla mobilitazione generale e che anzi lo Zar la vorrebbe annunciare nel suo discorso di fine anno, dettando così le nuove «regole del gioco» mondiali. Ieri Dmitry Peskov, portavoce del presidente, ha negato recisamente questa circostanza. Ma l'autorevolezza della fonte e l'esperienza degli ultimi mesi ci spingono a non prendere troppo sul serio questo fin troppo drastico «niet».

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