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"Putin rivuole l'impero sovietico". Obama riscalda la Guerra fredda

Al summit del G7 il presidente Usa attacca il premier russo: "Per l'Ucraina sta facendo a pezzi il Paese" La replica: "Reagiremo a questa ostilità"

"Putin rivuole l'impero sovietico". Obama riscalda la Guerra fredda

«Putin sta scegliendo di mandare a pezzi l'economia russa», «nello sforzo di ricreare i fasti dell'impero sovietico». L'attacco di Barack Obama ieri in chiusura del summit del G7 nella Alpi bavaresi è tra i più duri degli ultimi mesi contro Mosca.

È stato un G7 e non un G8 quello che si è appena chiuso in Germania proprio perché, come ha ricordato il presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, Mosca non sarà invitata «fino a quando si comporterà in maniera aggressiva contro l'Ucraina e altri Paesi». Già nei mesi scorsi, i governi europei e gli Stati Uniti hanno deciso di comune accordo di legare il perdurare delle sanzioni imposte alla Russia in seguito agli eventi in Crimea e nell'Est dell'Ucraina alla tenuta dell'accordo di Minsk, un cessate il fuoco di breve durata raggiunto a marzo. Continuano invece le violazioni territoriali mentre Mosca nega l'invio di truppe e armamentario pesante ai separatisti pro-russi nella regione orientale dell'Ucraina, dove da mesi vanno avanti gli scontri. «Le forze russe operano ancora in Ucraina», ha spiegato ieri Obama in una conferenza stampa di chiusura lavori che ha toccato anche i temi della Grecia, del terrorismo internazionale, del cambiamento climatico.

«Le azioni russe in Ucraina stanno facendo male alla Russa e ai russi», ha detto il presidente, ricordando come nei lavori dei giorni scorsi i leader del G7 abbiano chiarito di essere pronti all'implementazione di rinnovate sanzioni contro la Russia, e di come i capi di Stato e di governo abbiano già discusso di misure addizionali da prendere nel caso le aggressioni russe vadano avanti.

«Alla fine Putin deve decidere se vuole continuare a distruggere l'economia del suo Paese», ha spiegato Obama, nonostante i lunghi mesi di sanzioni internazionali e soprattutto il protratto isolamento del governo non abbiano convinto il Cremlino a cambiare politica. La linea di Mosca sulla questione è riassunta in queste ore da un rapporto del suo ministero degli Esteri sulla strategia di medio periodo in politica estera: «Ci riserviamo il diritto di reagire conseguentemente a tutte le iniziative non amichevoli compiute contro di noi dagli Stati Uniti - è scritto - Nel costruire le relazioni con la parte americana non possiamo non tenere conto delle iniziative varate dall'Amministrazione Obama, disegnate per aggravare le relazioni bilaterali, congelare i contratti in ambo le direzioni e aumentare costantemente la pressione delle sanzioni contro la Russia con l'obiettivo di indebolire l'economia russa e creare le condizioni per destabilizzare la situazione politica interna del Paese».

I toni e la retorica sono duri da entrambe le parti, ma per la comunità internazionale sanzioni e diplomazia sono l'unica via percorribile: «Pensiamo - ha detto fiducioso Barack Obama durante il summit tedesco - che ci possa essere una soluzione pacifica e diplomatica a questo problema, ma richiederà che Europa e Stati Uniti, la partnership transatlantica e il resto del mondo restino vigili e focalizzati sull'importanza di mantenere i principi di integrità territoriale e di sovranità».

Le misure economiche adottate nei mesi passati contro Mosca scadono a luglio e il presidente Obama ha spinto durante il

summit i leader europei a non lasciar cadere le sanzioni. Il programma dell'Unione europea è quello di prolungarle ma non di estenderle o allargarle e questo accadrà in un incontro dei vertici di Bruxelles il 25 e 26 giugno.

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