Quei meccanismi di massa da tempi bellici

Da Mattarella a Draghi e Berlusconi, tutti i messaggi di fine anno contengono una piena esortazione alla vaccinazione di massa

Quei meccanismi di massa da tempi bellici

Da Mattarella a Draghi e Berlusconi, tutti i messaggi di fine anno contengono una piena esortazione alla vaccinazione di massa. Il buon senso può salvare una nazione, anche se il libero arbitrio consegna casi sconcertanti di cronaca, come il medico arrestato per avere rilasciato il green pass con una finta iniezione. Non è ancora finita. Per combattere il Covid si era partiti con un Blitzkrieg ma dopo quasi due anni ci siamo ritrovati a spalare fango in trincea in una guerra di logoramento contro un nemico che cambia tattiche quando ormai siamo convinti di averlo sconfitto.

All'inizio la pandemia sembrava un fenomeno stagionale da debellare a colpi di chitarre e disegnini di incoraggiamento appesi ai balconi. Non sono bastati milioni di dosi di vaccino per tornare alla normalità, anche se la fase più acuta sembra alle spalle. L'essere umano è portato a convivere con gli eventi più disastrosi, l'istinto vitale prevale sempre sulle privazioni. Gli italiani a Natale hanno riabbracciato i parenti magari dopo un anno di lontananza, hanno viaggiato, bevuto aperitivi, fatto shopping. Nessuno vuole sentirsi sotto le bombe del nemico, ma i numeri dei contagi ci ricordano che l'armistizio è ancora da venire.

Eppure i comportamenti di massa, a livello inconscio, cominciano a ricalcare quelli di una popolazione che sta soffrendo sotto un lungo conflitto. La gran parte dei cittadini lotta per la vittoria, sia per convinzione che per autoconservazione. Si sottopongono ai vaccini e alle prescrizioni, talvolta contraddittorie, che emanano le autorità. Ciò capitava anche durante i periodi bellici: le giornate erano scandite da esercitazioni per sfuggire ai bombardamenti o da basilari indicazioni di sicurezza, come sigillare le finestre. Nel caso delle vaccinazioni, si è invece sviluppata una minoranza critica che non riconosce lo sforzo corale dell'immunizzazione, arrivando in casi estremi ad atti violenti. Del resto il nemico non è uguale per tutti. Durante tutti i conflitti moderni ci sono state frange di cittadini che preferivano tifare contro il proprio Paese o il proprio esercito, per ideologia o disfattismo. Tutte le guerre sviluppano pulsioni anti governative se non addirittura anti sistema, vedendo nella sciagura l'occasione irripetibile per scardinare l'establishment .

Per i No Vax più scalmanati il governo Draghi è una giunta tecnocratica al soldo di multinazionali dittatoriali che attentano alle libertà individuali, con il pretesto di una mega influenza controllabile con un paio di aspirine. Il protrarsi dell'emergenz aalimenta purtroppo paure e rancori che possono esplodere anche al di là dell'irrazionalità dei loro presupposti. Non c'è molto da fare, basta che tra terze dosi, mascherine e comportamenti responsabili il nemico non solo si ritiri in silenzio ma sventoli bandiera bianca per pacificare tutti.

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