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Questione di pelle. La divisa del presidente più tifoso

Il tram, Valentino, il cappotto spesso e lungo, solo sensazioni dritte per il presidente

Questione di pelle. La divisa del presidente più tifoso
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Se arrivi su un tram e la tua prossima fermata è uno stadio che si alza e applaude vuol dire che, a pelle, qualcuno ti ama. Perché la pelle dice, nota, avverte, sente tutto. La pelle è il primo confine fra noi e il mondo. Un luogo fisico addosso che diventa specchio di emozioni e segni del tempo. Pelle come memoria delle carezze, poche, del freddo, tanto, del caldo, spesso, della pioggia, troppa come due anni fa a Parigi. Cerimonia sguaiata lungo la Senna, nuvole scure, si sapeva del meteo eppure palco d'onore senza tetto, il presidente Mattarella sotto il diluvio protetto solo da una mantella trasparente fatta di Domopak. Una ceratina d'emergenza offensiva, inutile mentre intorno scrosciava una cerimonia confusa, rumorosa, quasi irrispettosa mentre la sua pelle si bagnava e subiva. Il nostro Presidente composto, umido come se dicesse senza dirlo alla pioggia che le Olimpiadi non sono un carnevale, ma un rito. Perché certe sensazioni storte passano dalla pelle prima ancora che dai pensieri.

Ieri sera no. Il tram, Valentino, il cappotto spesso e lungo, solo sensazioni dritte per il presidente. Calore sulla pelle dentro San Siro finalmente unito, e calore prima, nell'abbraccio fisico degli atleti azzurri al villaggio olimpico, colazione assieme come a Parigi due anni fa, solo che nella Ville Lumière erano stati selfie e sorrisi, qui invece un dono, quella giaccavento bianca della Nazionale, calda, candida, essenziale. Non una divisa, ma una pelle nuova per dire sei sempre più uno di noi. Un gesto domestico, italiano fino al cuore, come di un figlio che dice al padre occhio che fuori è freddo, indossa questo e dimentica la pioggia francese. Perché certe cerimonie non si chiudono, si depositano, restano sulla pelle, e i ricordi umidi danno fastidio. Le luci di ieri, mai così tante luci a San Siro, hanno cancellato Parigi e scaldato il cuore. Occhi increduli, sguardi lucidi, tutto vero: le Olimpiadi di città e montagna sono ufficialmente aperte. L'ha detto il nostro Presidente, nonno olimpico per medaglie sul petto conquistate in campo.

Se noi ragazzi dell'82 avevamo il Pertini tifoso, voi ragazzi del 2026 tenetevi stretto il Mattarella tifoso. Questione di pelle, lo ricorderete. Custode vero del nostro sport che arriva seduto di spalle su un tram. Stavolta in un caldo cappotto.

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