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Ranucci ora si scusa. Nordio "ritira" la querela

Dopo il mea culpa a "Report" il ministro si ferma. Il compagno di Minetti: "Chiederemo i danni"

Ranucci ora si scusa. Nordio "ritira" la querela
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Anche la querela di Nordio finisce in cenere. Dopo il mea culpa di Sigfrido Ranucci recitato domenica sera davanti a quasi due milioni di persone (10,3% di share, "abbiamo limitato il danno reputazionale", ironizza il conduttore di Report su Facebook) fonti del ministero della Giustizia fanno sapere che il ministro Carlo Nordio ha deciso di "perdonare" il vicedirettore di Raitre per la bufala sulla visita del Guardasigilli nel ranch di Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti nel marzo del 2025 durante la visita di Stato in Uruguay. "Sicuramente sono caduto in un eccesso, mi copro il capo di cenere, tuttavia non ho dato una notizia non verificata ma ho detto stiamo verificando una notizia, che è una cosa un po' diversa", è il mea culpa di Ranucci. Parole che avrebbero convinto Nordio a rinunciare all'azione risarcitoria nei suoi confronti ("si è scusato, la sua onestà è stata apprezzata", dicono da Via Arenula) anche se resta il rammarico per le mancate scuse di Bianca Berlinguer ("paradossale che non lo faccia", sostiene la fonte), senza le quali potrebbe anche esserci un'azione risarcitoria nei confronti di programma e Mediaset. Evidentemente la visita al ranch era una delle tante fake news sul conto dell'ex consigliera regionale di Forza Italia e sull'adozione del minore malato grave, gesto d'umanità che ha convinto il Quirinale dopo un'istruttoria della Procura generale di Milano a concederle la grazia per i tre anni di condanna come cumulo di pena per i processi Ruby e Rimborsopoli.

Ranucci aveva già fatto capire che non si sarebbe avvalso della difesa legale della Rai - per nulla disposta a difendere un'affermazione palesemente falsa, pronunciata dalla concorrenza. In attesa delle carte da Uruguay e Spagna che avrebbero dovuto incastrare la Minetti e che forse non arriveranno mai. Ma la vicenda dell'adozione finirà comunque in tribunale. "Ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali, psicologi... L'Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente mentre dall'Italia a Nicole è stato gettato un mare di mer...", è la versione che l'erede dell'impero di Harry's Bar consegna al Corriere della Sera, secondo cui "bisognerà trarre delle conclusioni e agire, quando le cose si saranno calmate. Chiederemo i danni". A chi? Al Fatto quotidiano che accusa la Minetti di aver ingannato tutti ma anche a Report. Ieri il quotidiano diretto da Marco Travaglio non ha scritto una riga, capiremo nei prossimi giorni se il presunto scoop sui motivi per cui la Minetti non andava graziata era fondato o meno. Certo è che dopo Report anche il Domani - non certo tenero con il centrodestra - ha continuato a difendere la clemenza decisa dal Quirinale. A far imbufalire i legali di Cipriani e Minetti, Emanuele Fisicato e Antonella Calcaterra, è stata l'intervista al giornalista del Fatto Thomas Mackinson andata in onda proprio domenica su Raitre: "Abbiamo già smentito documentalmente altre sue falsità, agiremo anche per questa intervista nei confronti del giornalista e di l'ha diffusa, avallandola illegittimamente".

Sempre al Corriere Cipriani ha anche smentito di aver visto Nordio nel ranch Gin Tonic ("Mai stato neanche a casa mia") così come i suoi rapporti con il pedofilo Usa Jeffrey Epstein: "Voleva investire in un nostro locale, vent'anni fa a Londra - racconta - ma non se ne fece niente".

Al coro si aggiunge anche l'ex capo di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi: "Non mi farò travolgere da questa vergognosa macchina del fango, non più. Non conosco i Cipriani né tantomeno la Minetti, mai parlato né mai incontrati. Ranucci spieghi quali siano le fonti secondo cui avrei gestito la pratica". Venghino, querele, venghino...

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