Elezioni Amministrative 2021

Rebus Comunali, il centrodestra ci riprova. Caos dem in Calabria

Summit degli alleati: Meloni lancia Michetti a Roma. Irto si ritira: "Pd in mano ai feudi"

Rebus Comunali, il centrodestra ci riprova. Caos dem in Calabria

Il traguardo è vicino. Non tutti sono convinti che si riesca davvero a chiudere in via definitiva la trattativa per Roma e Milano, ma di certo oggi alle 18, nel vertice a cui parteciperanno Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani oltre ai rappresentanti di Cambiamo, Ncl e Udc, si farà sul serio e ci si confronterà, sondaggi alla mano, su una rosa ristretta di nomi.

«Per Roma la scelta non è impossibile, più difficile che avvenga per Milano, visto che Matteo Salvini ci ha chiesto tempo per valutare l'eventuale disponibilità di un altro nome, in aggiunta alla rosa che già abbiamo» dice Ignazio La Russa. «Per Roma avevamo già sondato l'ipotesi di Simonetta Matone, ma abbiamo approfittato di questo tempo per raccogliere valutazioni molto incoraggianti su Enrico Michetti». Alle obiezioni sulla poca notorietà dell'avvocato amministrativista, La Russa taglia corto: «Una volta che uno si candida, la notorietà si conquista in due mesi». Un affondo a cui contribuisce in maniera ancora più decisa Giorgia Meloni. «Ci sono dei profili che non sottovaluterei. E direi che anche un certo accanimento della sinistra sul professor Michetti, tradisce un nervosismo. Forse anche loro si rendono conto che la partita non è così facile, soprattutto se metti in campo qualcuno che ne sa più di loro su come si risolvono i problemi della Capitale. Michetti è un avvocato amministrativista: è quello che i sindaci chiamano per risolvere i problemi dei Comuni. Chi è che mi può salvare? Michetti...» dice ospite di Quarta Repubblica. «Lei si ricorda di Pulp fiction il film di Tarantino? Si ricorda di Io sono Wolf, risolvo i problemi?. Ecco, Michetti risolve i problemi dei sindaci».

Partita aperta anche per Milano. Si attende la proposta di Matteo Salvini, ma restano in corsa la presidente di Ferderfarma Lombardia Annarosa Racca, il professore della Bocconi, Maurizio Dallocchio, il presidente dell'American Chamber Simone Crolla, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti lombardo Alessandro Galimberti. Nelle ultime ore è stato fatto un nuovo tentativo con Guido Bertolaso per convincerlo questa volta a scendere in campo a Milano, ma ancora una volta senza esito.

Di certo, dice Licia Ronzulli, «il centrodestra si differenzia dal centrosinistra perché noi correremo insieme in tutte le città diversamente da loro». Matteo Salvini invita tutti ad attendere 24 ore per definire il quadro. E torna sulla proposta del rassemblement europeo del centrodestra. «Nessuno vuole togliere Forza Italia al Ppe. Io sto lavorando a una federazione sia in Italia che in Europa per riunire il centrodestra per essere più efficaci, altrimenti c'è la sinistra che perde le elezioni in Italia e in Europa ma poi controlla il Parlamento e non ha senso. Mettere in comune idee comuni senza cancellare l'identità: c'è solo da guadagnarci».

Se il centrodestra cerca l'accelerazione, il centrosinistra frena a sorpresa in Calabria con la decisione di Nicola Irto di ritirare la propria candidatura. «Per mesi ho lavorato al mio programma di governo per cambiare la Calabria, coinvolgendo giovani, società civile, imprenditori, mondo universitario» dice il consigliere regionale. «Adesso, però, ho dovuto prendere atto che non ci sono le condizioni per andare avanti e l'ho scritto ad Enrico Letta. Un partito che vuole essere attrattivo non può suddividersi in piccoli feudi. Pochi mesi fa mi hanno chiesto tutti di candidarmi e di iniziare una sfida titanica, il mio nome ha trovato d'accordo Zingaretti prima e Letta dopo. Ma ci sono stati troppi cambi di linea, troppe indecisioni, troppi pezzi di partito impegnati ognuno nella sua piccola trattativa. Non si è fatta chiarezza con il movimento Cinque Stelle, ad esempio».

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