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Ma la regola del più forte non gioverà a nessuno

Così si trasforma il mondo in un branco di lupi

Ma la regola del più forte non gioverà a nessuno
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Il diritto internazionale, si sa, è una tigre di carta. Visto che regola i rapporti tra soggetti sovrani non si applica senza il consenso degli interessati e anche per questo è stato definito "un'ipocrisia organizzata". Paradossalmente, però, è un'ipocrisia che fino a qui tutti si sono preoccupati di salvaguardare. Nel 2003, quando gli Stati Uniti attaccarono l'Iraq, fecero carte false (in senso proprio e figurato) per avere dalla loro parte una mozione dell'Onu che avrebbe "legittimato" il loro intervento. Non essendoci riusciti, se la cavarono dicendo che le precedenti deliberazioni del Consiglio di sicurezza di fatto già contemplavano un'azione armata. L'idea di muoversi totalmente al di fuori della comunità internazionale pareva una rischiosa bestemmia.

Oggi Vladimir Putin e Donald Trump, i "predatori", secondo la definizione utilizzata da Giuliano da Empoli, appaiono molto più sbrigativi dei loro predecessori (per realizzare in pieno la differenza basta paragonare The Donald a Bush Jr.). Eppure, anche loro cercano di "coprire" le loro decisioni con un ombrello direttamente legato alle norme del diritto delle genti. Per giustificare l'invasione dell'Ucraina, e trovare un casus belli, il Cremlino ha dovuto inventare, con qualche sprezzo del ridicolo, un "genocidio" delle popolazioni di lingua russa nell'Ucraina neo-nazista. Trump, da parte sua, ha fatto più volte riferimento alla minaccia concreta che gli ayatollah rappresentavano per gli Stati Uniti. E la minaccia è tra i fondamenti di quella legittima difesa che anche le Nazioni Unite, in un articolo della loro Carta, riconoscono come causa giustificativa di un intervento militare.

L'ipocrisia, dunque continua. Visto che le regole del diritto internazionale appaiono, a giudizio di molti, così irrilevanti c'è da chiedersi il perché. E forse la ragione è semplice. All'estremo opposto del mondo (sia pure un po' farisaico) delle norme e delle organizzazioni multilaterali c'è solo una realtà: l'affermazione pura e semplice della legge del più forte. Negare il diritto internazionale, violarlo sistematicamente, equivale a proclamare una realtà che nel passato il mondo ha conosciuto perfettamente: le regole non contano, contano il potere delle armi e dei soldi. Ma trasformare il mondo in un branco di lupi alla fine non giova a nessuno.

Nemmeno agli Stati Uniti di Trump. Se non per motivi morali, per semplici questioni materiali: difficile fare buoni e durevoli affari con chi hai appena minacciato di schiacciare. Salvo, naturalmente, buttare a mare 250 anni di storia americana.

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