Politica internazionale

Le relazioni sporche contagiano l'Unione europea. Il Copasir di Urso denunciò il sistema

L'onda lunga del Qatargate contagia Bruxelles e arriva fino in Italia, risucchiando dentro la sinistra

Le relazioni sporche contagiano l'Unione europea. Il Copasir di Urso denunciò il sistema

L'onda lunga del Qatargate contagia Bruxelles e arriva fino in Italia, risucchiando dentro la sinistra. Il Parlamento europeo ne esce con le ossa rotta e una credibilità ai minimi termini.

La sensazione che trapela dalle stanze di Bruxelles è che l'inchiesta belga sia solo la punta dell'Iceberg. E che gli episodi di corruzione, scoperti dai magistrati tra emissari di Doha, politici e funzionari dell'Ue, sia soltanto il pezzo di un sistema più grande. Nel quale potenze economiche straniere, tra cui Russia, Cina, Qatar e Arabia Saudita, avrebbero negli anni condizionato, dietro pagamento di tangenti e regali, le decisioni politiche. Altre valigie piene di soldi sarebbero partite dai regimi verso politici compiacenti allo scopo di addolcire le posizioni delle Istituzioni europee rispetto a violazioni di diritti e compressione delle libertà.

L'indizio è contenuto in un report consegnato al Copasir ai tempi della presidenza di Adolfo Urso. Tutto scritto e circostanziato. Ma nessuno ne ha mai parlato. Perché?

Intanto spunta un'altra circostanza che scatena la bagarre politica. «É in programma a Venezia, all'Auditorium Santa Margherita, la Conferenza internazionale sui processi di pace nel mondo». Nel programma originale dell'evento erano previsti gli interventi (poi cancellati) di importanti esponenti della sinistra nostrana: l'ex europarlamentare del Pd Antonio Panzeri, quello dei 600mila euro in contanti in casa, e del sindacalista Luca Visentini, elogiato anche da Letta come «nuovo leader dell'organizzazione mondiale dei sindacati» - denuncia il vicepresidente vicario di Fratelli d'Italia al Senato, Raffaele Speranzon.

Il sistema c'è. E ora mette in discussione la credibilità del Parlamento europeo. Uno scenario che l'europarlamentare dem Pina Picierno respinge: «Lo scandalo corruzione al Parlamento Europeo è ripugnante, aberrante e riprovevole. Di fronte alla flagranza di reato non ci può essere garantismo che tenga. I corruttori ed i corrotti sono nemici della democrazia. Siamo e saremo netti nel condannare questi episodi. Abbiamo chiesto l'attivazione articolo 21 per decadimento della Vicepresidente Kaili e per costituirci parte lesa», sottolineando come «l'Europarlamento sia un'istituzione solida». Dino Giarrusso controbatte: «Questa inchiesta rischia di intaccare l'integrità politica e quindi la credibilità del Parlamento Europeo. Non perché quel giro di denaro abbia poi fruttato chissà quali risultati, ma perché siamo tornati ai sacchi di soldi come in una commediaccia italiana anni 80».

Per il commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni si tratta di «un danno di reputazione molto serio». Arresti e perquisizioni si susseguono. Con scene che rievocano la tangentopoli italiana. La sinistra gioca in difesa e prova ad allontanare il pallone dal proprio campo: «Si vada fino in fondo», scrive su Twitter la deputata PD Laura Boldrini.

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri attacca: «Nel mondo c'è tanta ipocrisia. Si dedicano giornate al sacrosanto rispetto dei diritti umani, ma si tace di fronte alla dittatura comunista della Cina, con Xj Jinping che perseguita il suo popolo. Si è consentito al Qatar, paese ambiguo sotto ogni profilo, di ospitare i mondiali calcio, mentre in quel luogo sono stati negati i diritti dei lavoratori e sono state ordite manovre corruttive. Troppi tacciono sulle montagne di contante del Pd Panzeri, mentre vorrebbero impedire a un anziano italiano di usare qualche spicciolo per comprare il pane. Questo scandalo ci offre molte verità negate per troppo tempo».

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