Renzi evoca il "governicchio": "Chi ha fallito, ora lo augura a me"

Fronte del No in testa, minoranza Pd in rivolta e Unione europea sul piede di guerra. Renzi si barrica: "Loro hanno fallito". Ma assicura: "Noi non cacciamo nessuno"

Renzi evoca il "governicchio": "Chi ha fallito, ora lo augura a me"

Prima si toglie un po' di "sassolini" dalle scarpe davanti alla platea della "sua" Leopolda attaccando la minoranza che vuole solo "la fine del Pd", poi traccia una sorta di road map fino al referendum, infine torna ad agitare "governicchi tecnichicchi" in caso di vittoria del No al referendum. All'indomani della Leopolda, Matteo Renzi si trova a dover parare i colpi della minoranza piddì che, capitanata da Pier Luigi Bersani, torna pesantemente all'attacco. Il tutto mentre da Bruxelles i vertici dell'Unione europea tornano a demolire la legge di Bilancio.

Il cammino verso il referendum sarà un lungo calvario. I colpi arrivano da più fronti. E sul tavolo di Palazzo Chigi sono in bella vista i dossier della manovra e delle riforme costituzionali. La prima ha già ricevuto le prime battute d'arresto della Corte dei Conti e dell'Ufficio parlamentare di Bilancio. Le altre rischiano di trovare uno stop definitivo da parte degli italiani che il 4 dicembre saranno chiamati a decidere del futuro del ddl Boschi e, ovviamente, del governo Renzi. Il premier è in agitanzione. Opposizioni, minoranza dem e Unione europea sono pronti all'assalto della dirigenza. Per il momento, però, Renzi sembra tener duro. E, parlando a Frosinone davanti a una platea che rumoreggia e fischia alla volta della vecchia classe dirigente del Pd, tuona contro "chi ha fallito e ora lo augura" a lui e torna ad agitare lo spettro del "governicchio tecnichicchio". Ma, al tempo stesso, assicura: "Noi non cacciamo nessuno".

"Il nostro obiettivo non è andare contro qualcuno - mette in chiaro il segretario Pd - ma fare una battaglia nell'interesse dei nostri figli e pensiamo che una parte dei dirigenti del passato si sia occupata molto di se stessa e delle poltrone e meno dei nostri figli e nipoti". Inoltre, Renzi ribadisce il proprio astio nei confronti della vecchia guardia. "Ha fallito e ha dimostrato l'incapacità", lamenta ribadendo il proprio "no" a "un sistema in Italia in base al quale chi non ce l'ha fatta poi fa di tutto perché fallisca anche chi viene dopo in modo tale che si rimanga nella palude e nel pantano". Infine, mette in guardia dal "pasticcio che vogliono fare dopo il 4 dicembre facendo una grande cosa, una riforma, tutti insieme. Ma non si rendono conto che se li metti insieme in una stanza loro sono d'accordo solo sul No".

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