Politica

Renzi alla Meloni: "Sul presidenzialismo ci siamo". Poi le bacchettate al Pd

Italia Viva e Azione si sono espressi contro la fiducia, ma faranno un'opposizione leale: "Se c'è un'apertura sulle riforme costituzionali, un 'No' a prescindere per me è sbagliato"

Renzi alla Meloni: "Sul presidenzialismo ci siamo". Poi le bacchettate al Pd

Un Matteo Renzi scatenato quello che prende la parola in Aula a Palazzo Madama nelle dichiarazioni di voto alla fiducia al governo. Nel sottolineare che il gruppo composto da Azione e Italia Viva non voterà a favore dell'esecutivo, l'ex sindaco di Firenze si lascia andare a quella che definisce come "una considerazione politica".

Il valore politico di quanto sta avvenendo in questi giorni, secondo Renzi, non può essere ignorato. "Un governo di destra, legittimato dal successo elettorale, con la prima donna alla guida e con una generazione di politici che scommette sulla politica, diversa dalla nostra" esordisce l'ex presidente del Consiglio. "Il discorso della presidente Meloni è stato molto politico" riconosce Renzi.

Ci troviamo di fronte a una svolta, sottolinea il leader di Italia Viva. "Cara presidente del Consiglio, facendo opposizione, noi cerchiamo di dare una mano alla nostra democrazia", dichiara Renzi. "Lei ha fatto un discorso importante sulle riforme costituzionali. Se la presidente del Consiglio, il governo e la maggioranza parlamentare vorranno davvero sfidarci in positivo, ad esempio sull'elezione diretta del presidente del Consiglio, su quello che noi nel nostro programma abbiamo chiamato 'Il sindaco d'Italia', noi ci saremo" annuncia. "Se c'è un'apertura sulle riforme costituzionali, un 'No' a prescindere per me è sbagliato".

"Faremo opposizione a viso aperto. Con la politica, non con il vocabolario. Ci sono due opposizioni in quest'aula, è un problema", aggiunge Renzi, pungendo gli altri partiti d'opposizione. "Possibile che il Pd abbia criticato la presidente Meloni per la parola 'merito' aggiunta al ministero dell'Istruzione? Lo dico a Simona Malpezzi che era una pasdaran del fatto che bisognasse inserire il merito nella buona scuola", continua, mentre dai banchi della sinistra si levano proteste.

Renzi tira dritto nella sua arringa. Dopo aver evidenziato le grandi differenze di ideali fra il suo gruppo e quello della maggioranza che compone il governo, si avvia alla conclusione. "Il Pd ha contestato la premier sulla rappresentanza femminile. È una donna che ha vinto delle battaglie. Tutto si può dire alla presidente Meloni, tutto, alla trentunesima presidente del Consiglio dopo 30 maschietti tutto puoi dire, ma andarla ad attaccare sulla rappresentanza femminile non è opposizione, è masochismo..." attacca Renzi.

"Le auguro" conclude il leader di Italia Viva rivolgendosi alla premier, "di vincere la sfida del governo sapendo che noi saremo da un'altra parte. Quando me ne sono andato da Palazzo Chigi, una delle cose che mi ha fatto stare meglio è stata una frase della Merini: 'La migliore vendetta è la felicità'. Noi le saremo lealmente contro, ma pronti a dare una mano per il bene del Paese", ha concluso Renzi.

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