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Revenge porn, abusa di una 16enne e poi la minaccia

Adescata on line e filmata durante i rapporti: "Se non torni da me pubblico i video"

Revenge porn, abusa di una 16enne e poi la minaccia
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Adescata in rete e costretta ad avere rapporti sessuali. Filmata a sua insaputa, inoltre, e minacciata di postare il video in rete. Arrestato in flagranza differita (entro 48 ore dal fatto) con le gravi accuse di abusi sessuali su minore e revenge porn un 24enne di Imola, sorvegliato speciale con precedenti per violenza su minori.

È una ragazzina di Bologna la vittima di una brutta storia cominciata per caso sui social il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Anna, chiamiamola così, 16 anni, conosce un giovane che si dice esperto di internet. Lei ha un problema con un vecchio account TikTok bloccato e il nuovo "amico" le assicura di poter risolvere la questione. Lui la invita a casa, Anna ci casca. Qui avviene il primo rapporto registrato con una videocamera nascosta. La ragazzina torna a Bologna con l'intenzione di raccontare tutto ai genitori. Il 24enne, però, ha in mano il filmato compromettente. "Se parli ti vedranno tutti". Il giovane, già sottoposto al divieto di avvicinamento a un'altra ragazza e alla misura cautelare del braccialetto elettronico, la tiene in pugno con la minaccia costante di mettere il video on line. Anna è costretta a subire altre violenze sempre a casa dello stupratore seriale. Durante una di queste, con una scusa, la 16enne contatta i carabinieri di Corticella. "Cerco la professoressa di matematica", dice al militare in servizio. Il carabiniere capisce che c'è qualcosa che non va e le chiede se ha bisogno di aiuto. Cerca anche di geolocalizzare la chiamata, ma il giovane si accorge che Anna non sta parlando con la scuola. Si scaraventa su di lei, le strappa il telefono dalle mani e interrompe la conversazione. Poi la chiude a chiave in una stanza. Dopo un po' di tempo, sempre con una scusa, Anna riesce a uscire e a tornare a casa. Ma il 24enne non si arrende e continua a minacciare lei e i suoi cari. L'incubo finisce quando la 16enne racconta tutto alla madre che si precipita dai carabinieri a sporgere denuncia. I militari fanno irruzione nel suo appartamento e lo arrestano. In casa la videocamera, un computer e il cellulare usato per contattare le vittime, almeno dieci ragazzine. Il gip convalida l'arresto e dispone il trasferimento in carcere. Le accuse vanno dagli atti persecutori su minore, violenza sessuale aggravata, sequestro di persona, estorsione a sfondo sessuale.

Carabinieri e polizia postale accertano che tutte le giovani sono state contattate e adescate con lo stesso sistema. Via social e con la promessa di risolvere problemi legati ad account rimossi, bannati o temporaneamente bloccati.

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