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Rinviati i funerali di Khamenei. Si temono disordini e rivolte. Già 100mila in fuga da Teheran

Tre giorni di esequie, allerta per la sicurezza. Pezeshkian ai Paesi vicini: "È solo difesa"

Rinviati i funerali di Khamenei. Si temono disordini e rivolte. Già 100mila in fuga da Teheran
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È stato rinviato l'inizio delle cerimonie funebri in onore della Guida Suprema, Ali Khamenei, ucciso nel suo complesso a Teheran durante la prima ondata di attacchi statunitensi e israeliani, insieme alla moglie, a uno dei loro figli adulti e a diversi alti funzionari. Ieri il funerale doveva tenersi nella capitale alla Grande Moschea Imam Khomeini. Khamenei aveva 86 anni, era la Guida Suprema dell'Iran dal 1989, succedendo a Ruhollah Khomeini, il fondatore dell'Iran post-scià, che guidò la rivoluzione del Paese del 1979. Il funerale sarebbe dovuto iniziare ieri sera nella Mosalla di Teheran alle 22 ora locale e protrarsi per tre giorni. La Mosalla è il grande complesso religioso della capitale iraniana utilizzato per le preghiere collettive, le cerimonie ufficiali e le commemorazioni pubbliche di alto profilo. È un luogo simbolico che prende il nome dal fondatore della Repubblica Islamica, Khomeini ed ospita il più grande iwan al mondo. Il suo successore, Khamenei, vi guidò spesso preghiere o tenne discorsi dopo aver preso il potere nel 1989. Alla morte di Khomeini, un primo tentativo di seppellirlo fu abbandonato perché troppe persone si precipitarono a toccare la sua bara. Molti morirono nella calca. Il suo corpo fu sepolto in un secondo tentativo. I preparativi per il funerale di Khamenei tuttavia sono in corso e si prevede che attireranno folle enormi. Circa 10 milioni di persone parteciparono a quello di Khomeini nel 1989.

Il corpo di Khamenei sarà sepolto nella città santa di Mashhad, nel nord-est dell'Iran, suo luogo di nascita, dove si trova anche il padre. "La cerimonia di addio per l'Imam martirizzato è stata rinviata. La nuova data sarà annunciata in seguito" riporta la televisione. Attacchi hanno colpito Teheran da sabato, con missili che hanno preso di mira infrastrutture militari e governative. Le autorità, però, non collegano il rinvio alla situazione della sicurezza. Ciò è dovuto in parte alla "partecipazione prevista di milioni di persone e alla necessità di fornire le infrastrutture adeguate" per una tale folla, ha dichiarato Mohsen Mohammadi, capo dell'organismo che organizza l'evento. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento, ha esortato la popolazione ad andare in massa. "Consideriamo la causa nazionale al di sopra di qualsiasi questione di fazione e, con la nostra presenza nelle strade, rafforziamo il nostro sostegno al caro Iran e alle forze armate" ha spiegato. Il sospetto è che le esequie siano state posticipate perché il regime teme una sollevazione popolare che potrebbe portare al crollo della Repubblica islamica o che comunque oppositori possano incitare durante le cerimonie funebri alla rivolta gli iraniani. L'Iran è in preda al malcontento popolare da due mesi, alimentato dai continui problemi economici, dalla opposizione alle regole politiche e sociali della Repubblica Islamica e dalla rabbia per l'uccisione di manifestanti a gennaio. Oltre 7mila persone sono morte su conferma di Human Rights Activists in Iran, un'organizzazione no-profit con sede negli Stati Uniti. E secondo l'Onu, almeno 100mila persone sono fuggite da Teheran nei primio giorni di conflitto. Defezioni di massa dal regime, se dovessero verificarsi, potrebbero cambiare la situazione.

Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, si è rivolto ai paesi vicini: "Maestà, Capi di Stato dei Paesi amici e vicini, abbiamo cercato, attraverso la diplomazia, di scongiurare la guerra, ma l'aggressione militare americano-sionista non ci ha lasciato altra scelta che difenderci" ha scritto su X.

E ha aggiunto: "Crediamo che la sicurezza, la stabilità e la pace debbano essere raggiunte attraverso gli sforzi collettivi delle sue nazioni". Un appello di questo tipo considerando la situazione in cui versa in questi giorni il Medioriente non pare ad ora realistico.

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