Dottoressa Imparato, è più spaventata o stupita dei cori che le hanno dedicato i suoi colleghi per festeggiare la vittoria del No?
"Nessuna delle due. Sono tranquilla e intenzionata ad andare avanti per la mia strada. Certo, non ho condiviso i toni e le forme di quanto accaduto a Napoli. Ma evidentemente conoscere la grammatica istituzionale non è necessario per diventare magistrati".
Lisa Imparato, pm a Santa Maria Capua Vetere, era stata attaccata pesantemente già prima del voto per il referendum, bollata come una sorta di traditrice della categoria per aver osato annunciare il suo voto favorevole alla riforma della Giustizia. E lunedì, dopo il risultato, i cori da stadio dei magistrati napoletani del "Fronte del no" l'hanno presa di nuovo di mira: "Chi non salta Imparato è".
Si sarà almeno un po' arrabbiata.
"Perché mai? Il coro da stadio mi ha fatto sorridere. È bello donare un momento di felicità alle persone. Invece elle parole usate da alcuni colleghi dico che sono brutte, e spero siano motivate solo dalla concitazione del momento".
E per il risultato del referendum è arrabbiata?
"No. Abbiamo chiuso una partita importante, è stata una campagna referendaria molto ricca, ha ricordato a tutti che siamo una democrazia molto viva e che per la giustizia c'è molto da fare. Dodici milioni di italiani hanno detto che un cambiamento è necessario. Ripartiamo da qui".
Ma quattordici milioni hanno detto che la giustizia va benissimo così.
"In questa campagna sono stati usati slogan forti, che hanno fatto breccia perché pronunciati da moltissimi magistrati. E quando un cittadino sente un magistrato parlare di giustizia gli dà un peso importante, perché è convinto che dica la verità".
Dove ha fallito la campagna per il Sì? Troppo tecnica?
"Questa è una riforma tecnica e partire dalla interpretazione tecnica delle norme era un passaggio necessario. Evidentemente siamo un Paese che ama molto criticare ma ama poco cambiare, il cambiamento non è nelle nostre radici culturali. E mi fa sorridere come molti italiani si schierino ora dalla parte dei vincitori con dovizia di argomentazioni tecniche. Oltre che un popolo di allenatori di calcio siamo diventati un popolo di giuristi e costituzionalisti".
L'Anm ha vinto. Le correnti continueranno a dominare il Csm?
"Ha vinto il popolo italiano.. Di certo il vecchio assetto rimane attuale, con tutte le sue conseguenze".
Lei è iscritta all'Anm?
"Lo ero anni fa, poi ne sono uscita. Sto che tanti colleghi stanno per andarsene anche loro".