Coronavirus

Ritorno in classe dopo la Dad, con il pass addio quarantene. Ma i presidi: "Troppe norme"

Primo giorno di scuola anti-dad con regole più soft per prevenire i contagi nelle classi

Ritorno in classe dopo la Dad, con il pass addio quarantene. Ma i presidi: "Troppe norme"

Primo giorno di scuola anti-dad con regole più soft per prevenire i contagi nelle classi. Anche chi era in quarantena per un caso di positività tra i compagni, questa mattina torna tra i banchi perché le norme dell'ultimo decreto legge - così come chiarito dalle faq del governo - sono retroattive.

Si tratta di decine di migliaia di studenti che possono riprendere le lezioni in presenza. Quelli vaccinati o guariti anche subito, mostrando il green pass, che per la prima volta fa il suo ingresso a scuola; quelli non vaccinati dopo 5 giorni dall'inizio della quarantena, dal momento che il periodo di isolamento è stato ridotta da 10 a 5 giorni. Per tornare in classe basta l'esito negativo di un tampone, anche se molti presidi sono perplessi sull'autocertificazione tramite test antigenico fai-da-te prevista dalle nuove norme e hanno fatto sapere che pretenderanno comunque il certificato di fine quarantena per riammettere gli alunni. È il primo passo verso la semplificazione delle procedure delle quarantene che negli ultimi tempi stava complicando la vita alle famiglie e teneva lontano dai banchi troppo a lungo gli alunni, soprattutto i più piccoli. Nella scuola dell'infanzia, infatti, bastava un solo caso di positività per far scattare la dad. Ora ne servono cinque. E quindi oggi molti bambini tornano in presenza. Solo a Milano riapriranno oltre 170 sezioni per accoglierne circa 3.500, iscritti nei nidi e nelle scuole dell'infanzia. «Le nuove regole - spiega il vicesindaco e assessore all'Istruzione, Anna Scavuzzo - ammorbidiscono la stretta sui servizi educativi 0-6 anni, la cui persistente chiusura stava mettendo famiglie e lavoratori in estrema difficoltà». Negli asili e alla primaria, dunque, restano tutti tra i banchi fino a quattro positivi. Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, invece, con un caso la didattica prosegue in presenza per tutti, con l'utilizzo delle Ffp2. Con due o più contagi scatta la dad per 5 giorni solo per i non vaccinati, per coloro che non hanno completato il ciclo o che sono guariti o vaccinati da oltre 120 giorni. Per restare tra i banchi basta il controllo della certificazione verde. Il ministero dell'Istruzione ha predisposto un vademecum con domande e risposte alle svariate casistiche in cui ogni alunno o lavoratore della scuola si può trovare. Ai fini del calcolo dei casi confermati positivi non è considerato il personale e l'accertamento del caso successivo di positività deve avvenire con un intervallo massimo di 5 giorni dall'accertamento di quello precedente.

Il presidente dell'associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, è ottimista sull'applicazione delle nuove regole, che vanno verso la semplificazione, anche se oggi potrebbe esserci qualche disagio perché c'è stato poco tempo per prepararsi. «Il nuovo decreto è stato pubblicato venerdì sera, sabato è stato letto in tutte le scuole ma quelle che il sabato sono chiuse - spiega - non hanno potuto avvertire le famiglie. Serve sempre qualche giorno prima di adeguare i provvedimenti che riguardano quarantene e dad. Con il week-end di mezzo non escludo, oggi, disservizi soprattutto relativamente a classi che dovevano tornare in presenza e forse non potranno». Mario Rusconi, presidente dei presidi di Roma, è invece preoccupato per l'«aggroviagliarsi di norme»: «Manca una cabina di regia, ci sono discrasie tra ministeri della Salute e dell'Istruzione, uffici scolastici regionali, Asl e assessorati».

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