Il ritorno della statua di Lenin

Metti Lenin, togli Lenin, rimetti Lenin. Le statue, così potenti simbolicamente, sono fragili e indifese di fronte ai capricci degli uomini e alle bizzarrie della storia

Il ritorno della statua di Lenin

Metti Lenin, togli Lenin, rimetti Lenin. Le statue, così potenti simbolicamente, sono fragili e indifese di fronte ai capricci degli uomini e alle bizzarrie della storia. Basti pensare all'abbattimento di quelle di Cristoforo Colombo negli Stati Uniti, perché ritenuto colpevole di avere schiavi quando era normale e lecito avere schiavi: come se non avesse reso sia pure involontariamente un grande servizio all'umanità e in particolare a chi adesso in America ci vive. Ma la notizia che arriva dall'Ucraina ha risvolti singolari, e sarebbe una comica se non venisse da un drammatico fronte di guerra. Precisamente da Henichesk, sul Mar d'Azov, a ridosso della Crimea, una cittadina di 20mla abitanti (almeno, erano 20mila il 24 febbraio), fra le prime a essere occupate dai russi.

Lì, davanti al palazzo del governo, troneggiava una statua di Lenin, eretta durante il regime sovietico, e questo non stupisce. Stupisce che gli ucraini l'abbiamo eliminata soltanto il 16 luglio del 2015, cioè 24 anni dopo essersi liberati dal giogo sovietico. Chissà, posso pensare che romanticamente - attribuissero a lui quel che di buono avevano avuto dal comunismo, in polemica con Stalin che li aveva condannati ad anni di carestia e a milioni di morti per fame.

Fa più impressione che, adesso, i russi occupanti l'abbiamo rimpiazzata con un'altra statua di Lenin. «Gli orchi nella regione di Kherson continuano i loro esperimenti per tornare indietro nel tempo. Bandiere rosse, monumenti dell'era sovietica», ha dichiarato un funzionario ucraino. «Il loro motivo è assolutamente trasparente: si stanno comportando come sciacalli facendo leva sui sentimenti nostalgici della popolazione». Che gli abitanti di Henichesk possano essere filorussi, si può credere, che siano leninisti e nostalgici dell'Unione sovietica è più difficile.

Soprattutto, perché gli occupanti russi soldati che ricevono ordini, supponiamo hanno fatto un tale balzo indietro? Vladimir Putin anni fa si oppose alla proposta di spostare la salma di Lenin dal mausoleo dove è mummificata ed esposta sulla Piazza Rossa di Mosca: sostenne che sarebbe stato come ammettere che i russi avessero ammirato falsi valori per i settanta anni del regime sovietico. In realtà se Lenin non fosse morto nel 1924, difficilmente avrebbe apprezzato quel che accadde dopo, con i suoi successori.

Resta solo da pensare a una decisione sadica degli occupanti: «Ucraini, vi abbiamo ripresi, e adesso oltre a quelli del presente e che vi aspettano in futuro, tenetevi anche gli incubi del passato».

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