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Ruba un camion e muore nella fuga: indagati i poliziotti

L'accusa è di omicidio colposo: nella difesa un legale di Ramy

Ruba un camion e muore nella fuga: indagati i poliziotti
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Cinque agenti della Squadra Mobile di Aosta sono indagati per omicidio colposo, per la morte di Davide Suvilla, il conducente di un camion Trakker della Iveco rubato che stava scappando dalla polizia. La procura di Aosta, guidata da Luca Ceccanti, li ha iscritti nel registro degli indagati anche per consentire loro di partecipare al conferimento dell'incarico al medico legale per l'autopsia sul corpo dell'uomo, originario di Vermezzo con Zelo, nel milanese, eventualmente nominando propri consulenti di parte.

Sono ancora da chiarire le circostanze della morte dell'uomo, avvenuta lo scorso 27 aprile intorno alle 23,30 lungo la statale 26 all'altezza di Châtillon. Da una prima ricostruzione, emerge che la polizia aostana, che stava indagando sui furti di camion, intercetta inizialmente il camion rubato e un'auto veloce con a bordo altri due complici, che fungeva da "scorta", nei pressi di Champagne, frazione di Verrayes. L'autista del tir riesce però a fuggire sfondando il cancello della zona di sosta in cui era parcheggiato. Poco dopo a Châtillon la banda incontra un nuovo posto di blocco ed è lì che, mentre la macchina fugge via, Mavilla avrebbe inizialmente provato a fare schiantare le auto della polizia contro le pareti di una galleria autostradale. Raggiunto dalle pattuglie, avrebbe tentato la fuga a piedi: avrebbe aperto la portiera del camion gettandosi sull'asfalto. A quel punto, come resta da chiarire nell'inchiesta, il corpo a terra sarebbe stato forse investito, a quanto sembra inavvertitamente, da una delle due auto che lo stavano inseguendo. Stando alla ricostruzione degli agenti sul posto, il tir sarebbe stato ancora in movimento, quando l'uomo si è lanciato dal posto di guida per l'ultimo tentativo di fuga. Nel pool difensivo dei poliziotti ci sono gli avvocati Rachele De Stefanis ed Enrico Ugolini di Torino e l'avvocato Pietro Porciani, uno degli avvocati del caso Ramy, il 19enne morto nel novembre 2024 dopo essersi schiantato contro un palo mentre si trovava a bordo di uno scooter guidato da un amico, dopo un inseguimento di diversi chilometri della polizia a Milano.

"Il messaggio che passa dopo il caso Ramy è che normale fuggire ai posti di blocco delle forze dell'ordine e restare impuniti" il commento di Porciani. I due complici dell'autista che ha perso la vita, che erano riusciti a imboccare l'A5 dopo l'incidente, sono stati arrestati a Quincinetto, comune di competenza del tribunale di Ivrea.

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