La Germania del sud a secco di greggio nel pieno della crisi dell'energia. A fine marzo, il sabotaggio di una stazione di pompaggio dell'Oleodotto Transalpino presso Terzo di Tolmezzo ha costretto le raffinerie Miro in Baden-Württemberg e Bayernoil in Baviera ad attingere alle riserve per giorni, poiché erano cessate le forniture di petrolio dall'Italia. È la versione di Welt am Sonntag e Business Insider, smentita dal gruppo Tal che gestisce l'infrastruttura, secondo cui si è trattato di "un rallentamento tecnico delle attività dovuto a molteplici occorrenze, proprie e di terzi", avvenuto il 25 marzo. Per Terna, il danneggiamento di un sostegno presso Tolmezzo ha causato la "disalimentazione" dell'impianto di Paluzza della Siot, parte italiana di Tal, fino al completamento delle riparazioni il 29 marzo. Si tratta di un traliccio della rete elettrica piegato su un lato, in una zona di campagna inaccessibile al confine tra Friuli e Austria, con ai piedi dell'impalcatura segni di taglio. Il Tg1 ha mostrato in esclusiva le immagini che documenterebbero il sabotaggio dell'impianto che da Trieste porta il petrolio fino all'Europa centrale, una struttura strategica per il continente.
Mentre sul caso indagano le autorità tedesche e italiane, la Germania è nella morsa del rincaro dei carburanti provocato dalla guerra di Usa e Israele contro l'Iran, che ha comportato un balzo dell'inflazione al 2,7% di marzo dall'1,9% di febbraio. Il governo non riesce a fornire soluzioni, fermo in uno stallo alla messicana tra il ministro delle Finanze, Lars Klingbeil della Spd, e la ministra dell'Economia ed Energia, Katherina Reiche della Cdu. Il primo invoca un'imposta sugli extraprofitti delle aziende petrolifere, la seconda la respinge, proponendo invece di aumentare il sussidio ai pendolari e tagliare l'accisa sul diesel sia per il trasporto di merci sia per la logistica. Il cancelliere Friedrich Merz, presidente della Cdu, ha tentato di imporsi esortando i ministri a presentare proposte comuni, ma invano. Klingbeil è arroccato sulle sue posizioni, Reiche ha sferrato un attacco frontale agli alleati della Spd bollando la proposta del collega come "costosa, inefficace, costituzionalmente discutibile". Uno schiaffo alla Spd e a Merz, giudicato una dimostrazione di slealtà. Secondo fonti a lui vicine, il cancelliere è rimasto "sconcertato" da Reiche e l'ha ammonita, richiamandola alla moderazione. La ministra detta Gas-Kathy per il suo passato da ad di Westenergie, rimane imperturbabile aggravando le divergenze in un esecutivo già debole. Un comportamento "inaccettabile" per Christian Bäumler, esponente della sinistra della Cdu che chiede a Merz di "cacciare dal governo" Reiche.
Per Bäumler, la ministra vuole provocare una crisi della coalizione Cdu-Csu-Spd al fine di formarne una tra i popolari e il partito di estrema destra Afd. Per uscire dall'impasse, a Berlino è in corso da ieri un vertice di maggioranza, mentre iniziano a circolare voci di una crisi.