La ricetta di Silvia Salis, la "Nilde Iotti" della sinistra, si racchiude in due punti: tasse e salotti. Laurea online, amica di Paolo Bisio e moglie del regista Fausto Brizzi: la sindaca di Genova è il profilo su cui un pezzo della sinistra, da Renzi a Franceschini, punta (e spera) per la sfida alle politiche nel 2027. Due giorni fa, Salis in un'intervista a Bloomberg ha svelato le sue ambizioni: "Se mi chiedessero di candidarmi contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che non lo prenderei in considerazione. Quest'attenzione nazionale mi lusinga". Parole che mandano in fibrillazione l'area anti-Schlein nel campo largo.
Salis vola basso, per scendere in campo, pone una condizione: l'investitura plebiscitaria da parte della sinistra. Umiltà. È sindaca della città di Genova da appena 10 mesi. Meno di un anno. Alle spalle nessuna esperienza politica e amministrativa. Nel suo curriculum spunta una laurea online in Scienze politiche e tanta attività nel mondo dello sport (ex martellista olimpica). Aspetto fisico che non guasta e penetrazione capillare nei salotti radical chic: sono le due armi vincenti per scalare da sinistra Palazzo Chigi. Dieci mesi di attività, appunto. Che si sentono soprattutto per le famiglie. La prima stangata arriva sull'Imu. La giunta Salis vara un aumento dell'Imu per circa 27mila alloggi a canone concordato, portando l'aliquota dallo 0,78% all'1,06%. Il secondo ceffone è la conferma della tassa sui passeggeri in transito per Genova (3 euro a passeggero). Il record è però sulla Tari: a Genova si paga la più alta d'Italia. Provvedimenti in linea con i programmi della sinistra. Ma la sindaca ha idee chiare anche per Palazzo Chigi: "Affronterei realmente il tema dell'evasione fiscale. Magari con un bel programma di intelligenza artificiale per scovare gli evasori, anche se il più delle volte basterebbe confrontare l'auto, la casa e quanto dichiarano", ha detto in un'intervista il 7 marzo scorso. L'era Salis ha regalato altre perle. La sindaca è una convinta sostenitrice del movimento Pro Pal in Italia. Ha tenuto a battesimo la Flotilla e ha guidato la mobilitazione per Gaza. Ad aprile, invece il Comune di Genova ha attivato il primo ufficio pubblico per Lgbtq. Mentre a settembre scorso, Salis ha deciso la revoca del taser alla polizia locale.
L'altro lasciapassare per diventare leader della sinistra è la benedizione dei salotti radical chic. Qui gioca un ruolo fondamentale il marito Fausto Brizzi. Party con 200 invitati vip, da Bisio a Paolo Kessisoglu, al palazzo della Borsa di Genova, a settembre scorso per i 40 anni della sindaca. L'operazione Salis in chiave anti-Schlein ha anche una base politica. Il 25 marzo scorso, in una trattoria del centro storico di Genova, si sono incontrati a pranzo Dario Franceschini e Silvia Salis. Per capire dove tira l'aria a sinistra bisogna seguire Franceschini. Ecco, che re Dario punta sulla carta Salis sia per le politiche del 2027 che per il dopo Schlein nel Pd. Franceschini è l'indizio chiave che Salis sia il cavallo vincente a sinistra. Però il mondo che gira attorno alla sindaca è più vasto. E va da Vincenzo Spadafora, ex ministro del Conte 2 (assiduo frequentatore dei salotti romani) ad Alessandro Onorato, assessore della giunta Gualtieri. Matteo Renzi è un altro sponsor. Ma dietro Salis si muove anche il mondo della stampa di sinistra.
A Repubblica il nome di Salis dà più garanzie di Schlein e Conte. Si muove anche l'establishment europeo. Non è un caso che l'intervista sulle ambizioni di Salis per Palazzo Chigi l'abbia avuta in esclusiva Bloomberg. La Grande Finanza ha scelto. Il Pd no.