Salvini smentisce le voci sui soldi da Mosca: «Mai visto un centesimo. Ma avanti sull'alleanza politica»

Milano Dai rubli dell'Urss al Pci, ai rubli di Putin alla Lega? La teoria è affascinante, e i tasselli per una sceneggiatura alla Ian Fleming non mancano: i viaggi di Salvini a Mosca, l'asse con il Front National della Le Pen appena finanziata con 9 milioni di euro da First Czech Russian Bank, mentre la cassa del Carroccio langue (e i 71 dipendenti vanno in cassa integrazione, a giorni è previsto il primo tavolo con i delegati sindacali degli esuberi leghisti). E quindi? «Quindi niente, invidio la Le Pen, buon per lei, ma rispetto alla Lega sono tutte invenzioni, mai visto un centesimo e mai parlato di queste cose con i russi - risponde Salvini - Le battaglie contro le sanzioni Ue non le faccio perché Putin mi regali dei soldi, ma perché sono giuste». Un prestito, per la verità, non farebbe male, visto che il patrimonio della Lega si è dimezzato nel giro di soli tre anni, dai più di 40 agli attuali 20 milioni di euro nella cassaforte leghista (quanto basta per andare avanti «non più di due anni», dice a Oggi il tesoriere Stefano Stefani). Ma al momento un aiuto al Carroccio dalla Russia (che sarebbe comunque «perfettamente lecito», precisano dalla Lega) resta solo una suggestione giornalistica. L'alleanza politica, invece, con il Fn e con Russia Unita, il partito di Putin, è sempre più concreta e solida per Salvini che sta per lanciare un nuovo «contenitore» politico, un movimento nazionale parallelo alla Lega per prendere voti anche al Sud. Sabato prossimo Salvini interverrà al congresso del Front National, a Lione. Mentre durante la missione leghista in Russia e Crimea, ad ottobre, è stato predisposto un accordo formale tra Lega e Russia Unita, il partito di Putin, un'alleanza programmatica per collaborare negli organismi internazionali dove sono entrambi presenti, come l'Osce. «Si tratta di un documento senza precedenti tra un partito russo e uno europeo, non solo italiano - spiega il leader della Lega - Ma altre questioni di primaria importanza sono state avviate e presto ne vedremo i frutti...».

Salvini poi ha nominato due responsabili per i rapporti con la Russia, il deputato Claudio D'Amico e il braccio destro Gianluca Savoini, presidente dell'associazione culturale «Lombardia Russia» insieme ad Alexey Komov, ambasciatore russo all'Onu, già osservatore speciale russo (con il coordinatore del partito putiniano Viktor Zubareval) al congresso federale che portò Matteo Salvini in cima al Carroccio. La riconoscenza personale da parte di Putin per la linea filo-Mosca della Lega di Salvini non manca, e il presidente russo l'ha detto personalmente al leader con la felpa, in un faccia a faccia di venti minuti a Milano in occasione del summit euroasiatico. «Sono contento di incontrare un leader politico che raggiunge livelli altissimi di preferenze personali in Italia» ha detto Putin a Salvini, ringraziandolo per la battaglia contro le sanzioni Ue alla Russia.

Su questo il Carroccio sta preparando due convegni, uno a Padova il mese prossimo e l'altro a Milano, per far incontrare esponenti del governo russo e imprenditori italiani interessati ad investire in Russia o Crimea. Ma il feeling con Mosca, per la Lega, va oltre: «La difesa della sovranità nazionale, la lotta all'immigrazione clandestina, la difesa dei valori tradizionali». Chiedessero un prestito, l'amico Putin aprirebbe il portafoglio volentieri.

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