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Santanchè indagata per il dissesto Bioera. "Mai stata azionista"

Lo stupore del ministro. Gli avvocati: "Singolare un suo coinvolgimento"

Santanchè indagata per il dissesto Bioera. "Mai stata azionista"
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Un po' di stupore, un po' di arrabbiatura, e il sospetto di una coincidenza temporale con il referendum sulla giustizia: è questa la reazione in privato di Daniela Santanchè (foto) alla notizia che il ministro del Turismo apprende ieri dalle agenzie di stampa. Ovvero di essere di nuovo nel mirino della Procura della Repubblica di Milano. Il nome della Santanchè è stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di bancarotta fraudolenta in relazione al dissesto di Bioera, una società fondata e controllata dal suo ex marito Canio Mazzaro, e finita in liquidazione giudiziaria nel 2024. La decisione del procuratore aggiunto Roberto Pellicano e dei suoi pm è arrivata dopo che il curatore fallimentare ha depositato una relazione in cui indicava una serie di responsabilità dei vertici. Commento dei legali della Santanchè: "Avendo abbandonato la carica di Presidente senza deleghe di Bioera sin dal 2022 troveremmo quanto meno singolare un suo coinvolgimento; nemmeno essendo mai stata azionista della Società". Il fascicolo su Bioera dovrebbe venire unito all'inchiesta sulla società Kigroup, anch'essa fallita, dove il ministro è già indagata per il medesimo reato.

Stupore dai legali della Santanchè. I legali della senatrice, gli avvocati Pelanda e Pino: "Premesso che la nostra assistita non ha ancora ricevuto alcuna notifica, avendo abbandonato la carica di Presidente senza deleghe di Bioera sin dal 2022 troveremmo quanto meno singolare un suo coinvolgimento; nemmeno mai stata azionista della Società, potrebbe al più trattarsi di un atto dovuto a fini di garanzia".

A rafforzare l'amarezza di Daniela Santanchè è la sensazione che lei ha più volte manifestato e cioè che in corso a suo carico sia una sorta di accanimento da parte della magistratura milanese.

Oltretutto, le nuove accuse, sulle quali ieri i legali della parlamentare ribadiscono la loro perplessità, di fatto riaprirebbero una seconda fase delle vicende giudiziarie che la Santanchè vorrebbe assolutamente evitare.

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