Saponi, bagnini, aiuole. Le spese pazze della Rai non cambiano canale

Il verde costa due milioni di euro l'anno: più della Reggia di Caserta che ne spende 900mila

Saponi, bagnini, aiuole. Le spese pazze della Rai non cambiano canale

Disboscate la Rai, ma disboscatela davvero. Per tagliare le spese della televisione di Stato, per riformarla come ha annunciato di voler fare Matteo Salvini la prima spesa da tagliare è quella per tagliare l'erba. Per mantenere le «aree verdi» delle 24 sedi regionali dislocate in tutta Italia, la Rai spende più di quanto fa la Reggia di Caserta per prendersi cura di 124 ettari di parco (circa 900 mila euro, contro i 2 milioni e 17mila euro di viale Mazzini).

Nello sterminato prato della Rai dove ogni giorno fioriscono bandi e determine e dove si inseminano appalti e contratti, solo per rifare il manto dei campi da tennis del centro sportivo Rai di Tor di Quinto a Roma (anche questo c'è in Rai) sono stati spesi 34 mila euro. Con procedure negoziate e veloci, previste dal decreto 50/2016 che individua soglie minime e massime per affidare lavori a società esterne, in Rai è stato possibile ristrutturare gli spogliatoi, sempre dello stesso circolo, ed effettuare «opere edili, elettriche e meccaniche» per 183.734 euro. Secondo le intenzioni del sottosegretario all'editoria, Vito Crimi, e dunque del governo, si sta per spegnere il segnale di Radio Radicale, sospenderne la convenzione, ma non si è mai pensato di limitare e contenere i costi dell'emittente pubblica. In una azienda di 13 mila dipendenti, di cui 1729 giornalisti, 118 orchestrali, con 11 corrispondenze estere, si è perfino autorizzato un servizio di «assistenza a bagnanti e servizi correlati», in pratica reclutare bagnini come avviene in uno stabilimento balneare. La gara n° 7058269 di questo «prezioso servizio» di cinque mesi si è conclusa con l'aggiudicazione da parte di Acqueitalia S.r.l per 56.338 euro. Attenta ai propri dipendenti e per evitare discriminazioni di genere, la Rai ha deciso anche di monitorare la «presenza femminile» nei propri programmi e quindi affidare un appalto alla società Cares Scrl per una ricerca quali-quantitativa che è alla fine costata 48.675 euro.

Ma che dire delle sedi regionali? Il primo aprile, e non è un pesce, è stata autorizzata la fornitura di 110.169 euro di «prodotti e servizi per l'igiene degli insediamenti delle sedi regionali». Insomma, saponi. E sarebbe quasi una cifra ragionevole se non fosse che per tutte le sedi locali la Rai spende ogni anno due milioni di euro; denaro che serve a garantire la manutenzione degli edifici e delle aree verdi. Per la sede del Friuli Venezia Giulia sono stati previsti 213.082 euro; per quella dell'Alto Adige 205.121 euro. Per «sanificare le aree verdi» della sede pugliese di Bari è da poco stata approvata la spesa di 71.347 euro che si aggiunge ad altri 197 mila euro stanziati, pochi giorni prima, per l'ordinaria manutenzione sempre del sito. In Calabria, sono altri 205.559 euro ma almeno per dodici mesi. In Umbria, 150.355 euro mentre in Sicilia, che è la regione della doppiezza, le sedi sono due e quella di Catania, che si affianca a quella di Palermo, solo di presidio e manutenzione ha sottratto al bilancio della Rai 87.702 euro. In Emilia Romagna, verde e manutenzione costano 194.867; in Sardegna 158.743; in Toscana «solo» 152.245; nelle Marche 209.509 euro. Ma interessante è il caso che riguarda la sede di Campobasso in Molise. Come ha scritto Carlo Verdelli nel suo Roma non perdona. Come la politica si è ripresa la Rai (Feltrinelli editore), distaccati in questa sede ci sono 25 redattori ma anche i mezzi tecnici per una città che, è giusto ricordare, ha 50 mila abitanti salvo, però, non avere nessun redattore a Caserta che di abitanti ne ha 75 mila. Per la cronaca, a Campobasso si è da poco installato un ascensore e speso 52.352 euro. E ci sono anche i trasporti. A differenza della politica, la Rai non ha le auto blu ma le ha nere e sono al servizio dei dirigenti e delle testate giornalistiche. Per i loro bisogni e spostamenti si è scelto di noleggiare minibus da 8 posti con conducente. Il conto? 218.693 euro. E non è stato evidentemente sufficiente se si sono dovute noleggiare altre autovetture Ncc, sempre con conducente, ancora al servizio delle testate giornalistiche. Alla fine sono serviti ulteriori 161.294 euro. Ultimo recinto spagnolesco, in Rai pure le buste sono rigorosamente «intestate» e per acquistarle sono stati destinati 79.736 euro. È questa la Rai. La televisione degli irredimibili.

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti